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Quando per Di Battista (M5S) Salvini (Lega) era uno che campava di politica e oggi è uno simile a loro

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Sarà che Alessandro Di Battista è alla vigilia della sua partenza per il Sudamerica in veste di scrittore, fatto sta che, a quanto pare, è diventato molto più buono nei confronti del suo nemico storico Matteo Salvini.

di Antonio Del Furbo

 

“Di Battista, si fida di Matteo Salvini?” ha chiesto Andrea Scanzi a Di Battista durante la sua trasmissione. “Io non mi fido neanche di me stesso” – la replica di Di Battista. “Una cosa però voglio dirla: non mi piace il termine ‘elettorato’, i cittadini che hanno sostenuto in passato, anche agli albori, la Lega sono molto più simili ai nostri. Il rapporto che la Lega, soprattutto di Salvini, ha avuto con il suo elettorato, non è del tutto dissimile del nostro. C’è un rapporto molto più diretto. Perché il Pd è franato in agonia perenne? Perché ha perso il contatto diretto con i cittadini. Questo l’ha fatto tramontare”.

Lontano il tempo (manco tanto, era il 2015) quando il “Dibba” nazionale apostrofava l’attuale alleato di governo del Movimento 5 Stelle con parole del tipo  

E ancora:“Salvini fa la campagna elettorale nel 2013 chiedendo il voto al popolo leghista e il primo giorno di legislatura decade perché preferisce tenersi il lavoro a Bruxelles perché lavora molto, molto poco e guadagna tanto. Questo è un uomo che ha sempre campato di politica e chissà quanti soldi ci è costato Salvini”.

Dunque l’affondo finale:“Dei soldi che i leghisti si sono intascati in 20 anni. Cifre spaventose. Attacchiamoli sui soldi, dove gli fa più male. Parlano dei pensionati minimi ma si prendono i vitalizi. Urlano “Roma Ladrona” e comprano diamanti e lingotti d’oro con i soldi nostri in Tanzania. Attaccano l’informazione ma a “La Padania” 61 milioni di euro di soldi pubblici hanno fatto comodo! Giovanni Falcone diceva una cosa: “seguite i soldi”. Se seguiamo i soldi la LEGA la smontiamo in 5 minuti”.

Insomma, per fortuna che Salvini, il professionista della politica, c’è. Fortuna dei 5 stelle, ovvio.

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