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Renzo Rosso ricattato per “presunti rapporti con la Mala del Brenta”

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Indagato Massimo Giacobbo, lo stesso uomo che avrebbe ricattato con un video il sindaco di Verona Flavio Tosi.

La notizia, diffusa in anteprima da Notte Criminale, ha fatto il giro del mondo. I fatti. Venerdì scorso la Guardia di Finanza del Nucleo di Polizia Tributaria di Vicenza ha dato seguito alla richiesta del sostituto procuratore della Repubblica di Vicenza, Paolo Pecori, a perquisire le abitazioni di due uomini di Bassano del Grappa. Alla base della richiesta di perquisizione ci sarebbe una tentata e presunta estorsione nei confronti di Renzo Rosso, patron della Diesel. 

L’imprenditore sarebbe stato avvicinato da Giacobbo per il tramite del suo braccio destro per ben due volte e nel periodo di marzo-aprile. “Il mio silenzio in cambio di una società in Svizzera, che dovrà aprire Renzo Rosso, includendo me come socio” sarebbero state le parole pronunciate dal faccendiere. L’uomo avrebbe minacciato di diffondere notizie compromettenti sul conto dell’uomo del jeans. “Renzo Rosso ha prontamente e senza indugio informato dei fatti l’autorità giudiziaria competente e si dichiara sereno e fiducioso dell’operato degli organi inquirenti” ha riferito in una nota la Diesel. 

Alla base delle minacce presunti affari illeciti che Rosso avrebbe intessuto con il boss della Mala del Brenta, Felice Maniero. Quindi l’ulteriore minaccia:”non provare a contattare la polizia perché ho conoscenze a livelli molto alti”.

Nelle perquisizioni sarebbero spuntate chiavette usb e hard disk che farebbero pensare ad un tenore di vita di Giacobbo tutt’altro che basso come da lui dichiarato. 

Intanto Alessandro Ambrosini, l’autore dello scoop, in queste ore sta valutando, insieme ai suoi avvocati, l’ipotesi di aggiungere altri particolari ala vicenda. Questo “in virtù di una richiesta dei legali di Renzo Rosso che alle 22.52 di ieri sera se ne chiedeva la rimozione.”

ZdO

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