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Ucraina – Russia: Mosca non ritira le truppe, costruisce un ponte e manda 7000 militari ai confini con Kiev

Ucraina - Russia: Mosca non ritira le truppe, costruisce un ponte e manda 7000 militari ai confini con Kiev

La situazione Ucraina - Russia rimane tesa. Mosca invia altri militari al confine con Kiev. Proseguono le mediazioni internazionali

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Le voci diffuse sul ritiro delle truppe russe dai territori prossimi all’Ucraina si sono rivelate non veritiere. La situazione rimane molto tesa.

Nonostante gli annunci di ritiro da parte di Mosca e le aperture al negoziato degli ucraini, la tensione Ucraina – Russia continua a salire sulla linea di contatto nel Donbass. Le forze governative di Kiev sono accusate dai separatisti russi di aver usato mortai, lanciagranate e mitragliatrici per attaccare il loro territorio, all’alba di giovedì, in violazione dell’accordo previsto per porre fine al conflitto.

Le “provocazioni” delle forze ucraine nel Donbass “si sono intensificate nelle ultime 24 ore” e la Russia ritiene che la situazione ai suoi confini potrebbe “incendiarsi in ogni momento”, ha detto il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, citato dalla Tass.

Dmytro Kuleba, il ministro degli Esteri ucraino, denuncia un attacco contro “il villaggio di Stanytsia Luhanska (16km a nord di Luhansk, ndr) che è stato bombardato con armi pesanti e in cui sono state danneggiate infrastrutture civili”. Sarebbe stato colpito anche un asilo. “Chiediamo a tutti i partner -ha aggiunto- di condannare rapidamente questa grave violazione degli accordi di Minsk da parte della Russia in una situazione di sicurezza già tesa”.

La Russia invia nuove truppe al confine

Gli annunci di ritiro parziale della Russia sono stati smentiti dagli Stati Uniti e dalla Nato. E che insieme ai britannici accusano Mosca di inviare nuove truppe al confine, dopo aver ammassato più di 100mila soldati e aver avviato esercitazioni militari in Crimea e Bielorussia. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, che pure sta tenendo un profilo dialogante negli ultimi giorni, insiste sulla necessità per l’Ucraina di entrare sotto il cappello protettivo della Nato.

A Mosca intanto è arrivato il ministro degli Esteri Luigi di Maio per incontrare il suo omologo russo, Serghei Lavrov.

Di Maio da Lavrov: “L’Italia per una soluzione diplomatica”

“Ciò che voglio dirti anche rispetto alle tensioni al confine orientale dell’Ucraina, tra Ucraina e Russia è che l’Italia è sempre stata impegnata in prima fila per una soluzione diplomatica e si può contare sull’Italia per raggiungere una soluzione diplomatica”, ha detto il ministro degli Esteri Luigi Di Maio al suo omologo russo Serghei Lavrov prima di iniziare il bilaterale a Mosca. “Siamo tutti impegnati per una soluzione diplomatica e ciò significa escludere qualsiasi tipo di sanzioni” a Mosca, ha aggiunto Di Maio. “Siamo pronti a partecipare a meccanismi di deterrenza, ma speriamo non sia necessario”. Il ministro ha annunciato anche che presto il presidente del consiglio Mario Draghi vedrà il leader russo Putin.

Lavrov: “Nessun accordo senza esclusione allargamento Nato”

“Non risolveremo tutti i problemi finché non ci metteremo d’accordo su alcuni punti, è importante non togliere dal pacchetto alcune cose, tra cui il non allargamento a est della Nato e il non dispiegamento a est”, ha detto il ministro degli Esteri russo Lavrov nella conferenza con di Maio.

La Russia invierà oggi agli Stati Uniti la lettera di risposta alle proposte americane sulle richiesta di Mosca sulla sicurezza. “Sarà una lettera pubblica”, ha specificato il ministro degli Esteri russo. “È importante che la gente abbia accesso. Se teniamo segreti questi documenti l’opinione pubblica dovrà piegarsi alle menzogne che ci sono nello spazio mediatico”.

Zelensky: Nessun’altra strada per l’Ucraina fuori dalla Nato

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha ribadito in una intervista con Bbc la sua determinazione affinché il suo Paese si unisca alla Nato, dicendo che “non c’è altra strada” per l’Ucraina.

I separatisti russi: “Kiev ci sta attaccando”

Yan Leshchenko, capo del dipartimento della milizia popolare dell’autoproclamata repubblica popolare di Luhansk, denuncia che dall’alba di giovedì sarebbero in corso dei bombardamenti con colpi di mortaio messi in atto dalle Forze armate ucraine. Le forze di Kiev avrebbero aperto il fuoco utilizzando dei mortai del calibro di 120 millimetri contro cinque insediamenti situati nel territorio controllato dai separatisti. “Le forze armate ucraine hanno brutalmente violato il regime di cessate il fuoco, utilizzando armi pesanti, che, secondo gli accordi di Minsk dovrebbero essere ritirate”, si legge nella nota diffusa dal Centro.

Mosca: via i blindati dopo le esercitazioni

Dieci convogli militari stanno lasciando la Crimea, al termine delle esercitazioni militari, per tornare alle loro basi permanenti.
Lo ha reso noto il servizio stampa del distretto militare meridionale russo. “La polizia stradale sta scortando convogli di equipaggiamenti militari che stanno tornando alle basi di partenza al termine di un’esercitazione militare in Crimea”. “La polizia stradale ha già scortato circa 10 convogli con carichi di grandi dimensioni, pesanti e pericolosi”.

La guardia nazionale ucraina ai cittadini: “mantenete la calma”

La Guardia Nazionale ucraina esorta i concittadini alla calma. “Mantenete la calma e abbiate fiducia nella Guardia Nazionale”, si legge in un messaggio postato dall’agenzia di sicurezza su Twitter.

Mosca pubblica video con i carri armati che tornano alla base

Il ministero della Difesa russo ha pubblicato un video in cui si vedono i carri armati delle unità occidentali che tornano alla base

Cnn, in Bielorussia ponte in costruzione a confine con Ucraina

Immagini satellitari degli ultimi due giorni mostrano nuove strade e un ponte tattico in costruzione lungo il Pripyat River. Si tratta di un fiume chiave in Bielorussia a meno di 6-7 km dalla frontiera ucraina. Fonti della Cnn definiscono un potenziamento delle forze russe e un supporto per un’eventuale invasione puntando verso Kiev.

Yellen, sanzioni a Russia avrebbero ripercussioni mondiali

La segretaria al Tesoro americano Janet Yellen ha ammesso che le sanzioni contro la Russia in caso di invasione dell’Ucraina avrebbero delle “ripercussioni mondiali”.

Gli Usa: “La Russia può lanciare operazione che funga da falso pretesto”

La Russia potrebbe lanciare “in qualsiasi momento” una operazione che funga da falso pretesto per invadere l’Ucraina: lo ha riferito una fonte della Casa Bianca. Secondo Washington la Russia non solo non ha ritirato truppe ma ha aggiunto almeno altri “7000 militari” ai confini con l’Ucraina.

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