COMUNE DI SPOLTORE: DI LORITO TAGLIA IL SOCIALE E COMPRA TELEFONINI

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Al Comune di Spoltore se ne vedono e se ne sentono di tutti i colori. Come dire: non c’è limite alla fantasia. In questo caso però non esiste limite alla realtà e gli attuali amministratori sono stati capaci di ribaltare tale formula. Un tempo si diceva: ho un sogno che vorrei realizzare. La squadra di Di Lorito invece è già proiettata in avanti e dice: abbiamo una realtà che vogliamo trasformare in sogno. 

Fortunati noi che abitiamo in Abruzzo e che possiamo divertirci con personaggi da prima serata di Canale 5 stile “Zelig” o “Uomini e donne” di Maria De Filippi. Il comune che ha dato i natali a personaggi politici del calibro di Marino Roselli e Donato Renzetti, vanta un’altra perla della politica nostrana: Luciano Di Lorito. L’attuale amministrazione di centro-destra-sinistra (appoggiata da Pd, Idv, Udc e Fli) da tempo si trova nell’occhio del ciclone per l’atteggiamento di chiusura su alcuni dei temi scottanti di Spoltore in primis quello dell’Arca. Il Consiglio comunale di martedì 30 aprile, ha approvato il rendiconto relativo alla gestione dell’anno 2012 dei fondi pubblici dell’ente. In un anno di Governo, la maggioranza, ha aumentato le tasse:«mortificando servizi importanti come quelli sociali» ha dichiarato Marina Febo, capogruppo Pdl al Consiglio comunale. In particolare è aumentato il costo della mensa scolastica e, aggiunge, «svilito il centro per anziani delocalizzato e relegato in un locale piccolo condiviso, peraltro, anche con altre attività e servizi importanti. È stato annullato il servizio estivo della colonia per bambini e del trasporto alle terme per gli anziani». Qualche anima candida direbbe: ok, la crisi è nera quindi bisogna tagliare. Stranamente però la “Di Lorito Group” ha preferito sperperare soldi rinnovando la volontà della Giunta precedente di fornire telefoni cellulari a ben 30 persone, tra dipendenti e amministratori. Ancora. Elevato è il costo delle consulenze esterne e delle spese legali per difendere il Comune in cause e processi. A tutto ciò:«non corrisponde alcuna indagine o iniziativa diretta, da parte dell’ente, a ottenere l’eventuale risarcimento di danni subiti per responsabilità di privati, responsabili interni e professionisti esterni incaricati in diverse questioni» precisa Febo. Il bilancio mostra l’affidamento di tanti incarichi a professionisti privati per compiere studi, analisi o progetti, molti dei quali inutili. «Non condividiamo la volontà politica di reclutare nuovi dipendenti per il futuro, ma semmai riteniamo urgente operare una riqualificazione professionale del personale già in servizio e un miglior utilizzo di quelli della società in house Spoltore Servizi». Per la Febo esiste anche un problema di comunicazione interna tra uffici e tra questi e gli amministratori comunali. In effetti basti pensare ai diritti di accesso negati persino dopo i richiami del Prefetto. Brutta cosa la burocrazia e, soprattutto, brutta cosa la tutela sindacale dei dipendenti pubblici che non riescono nemmeno ad accendere un computer. Anche su un Comune come Spoltore poteva forse mancare il tema della gestione dei rifiuti? Certo che no. La spesa per il 2012 ha comportato un esborso dell’ente di 2 milioni di euro. La Febo termina dicendo che: «È urgente e improcrastinabile lo studio di nuove metodologie più economiche ed efficienti, senza dover inventare nulla, ma guardando semplicemente alle buone pratiche che già esistono in tanti Comuni italiani e nei vari paesi europei». Per quanto ci riguarda avremmo voluto, seppur facendoci del male, vedere la registrazione del Consiglio comunale ma, ad oggi, non abbiamo trovato traccia. Tutto molto strano.

 

di Maximilien de Robespierre

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