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Coronavirus: all’ospedale di Chieti spariscono le mascherine. E il cinese le regala

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Nel delirio generale legato al caso coronavirus, non mancano casi in cui i fatti superano persino le gaffe della politica. Da un lato le istituzioni che rassicurano (sempre e comunque) sulla tenuta del “sistema Italia”, dall’altra la realtà che, sempre più spesso, non ha nulla a che vedere con i fatti che ci propinano.

Così se a Chieti, ad esempio, accade che spariscono i “dispositivi di protezione dal coronavirus” tanto da indurre il direttore generale della Asl Lanciano-Vasto-Chieti, Thomas Schael, a presentare una denuncia alla Procura della Repubblica di Chieti, a Villa Rosa di Martinsicuro, in uno studio medico, un paziente cinese rifornisce di mascherine la struttura.

Insomma, non c’è mai fine al peggio. Anche in situazioni in cui ci si dovrebbe aiutare a vicenda.

E poco importa, come nel caso dell’ospedale teatino, se qualche malato e qualche anziano rischia la vita. Nel corso dell’ultima settimana, infatti, sono venuti a mancare nel nosocomio dispositivi di protezione nei reparti dei presidi ospedalieri. La conseguenza è stata che il personale ospedaliero è rimasto senza disponibilità di dispositivi necessari per l’attività di assistenza. E proprio nel blocco operatorio del policlinico sono sparite tute, maschere e molti dispositivi di sicurezza necessari all’assistenza. 

Ma per una Asl che denuncia, ce n’è un’altra, invece, che le mascherine non le fornisce. Ma un motivo, a quanto pare, c’è: “il costante monitoraggio sull’andamento della situazione” permette al “contempo di non ingenerare alcuna forma di allarme sociale” spiega il Direttore Generale f.f. della ASL di Teramo, Maurizio Di Giosia. “L’Asl – ha continuato Giosia – è pronta ad attivare eventuali ulteriori modalità operative e logistiche ed eventualmente a predisporre appositi spazi, in caso si rendesse necessaria la presa in carico di pazienti, in condizioni di massima sicurezza, come da protocolli già condivisi”.

Intanto, per ora, a rifornire qualche studio medico ci ha pensato un cinese nel mentre i vertici della Sanità perdono tempo in riunioni e incontri.

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