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L’allevatore di Ofena (Aq) almeno per il momento può stare tranquillo. La procedura dell’azienda di Stato nei suoi confronti fissa una battuta d’arresto.

Dunque Dino Rossi dovrà attendere 60 giorni per vedere se il suo caso potrà risolversi in maniera definitiva. tra due mesi si terrà l’udienza in merito dopo che il Tribunale dell’Aquila ha sospeso la procedura avviata da Equitalia nei confronti dell’impresa agricola.

Rossi, come ha già raccontato a Zone d’Ombradopo il terremoto del 2009, aveva avuto molte difficoltà a continuare il lavoro. Ma, nonostante questo, comunque, è riuscito a ripartire. Ovviamente qualche tassa non è stata pagata e alcuni debiti si sono accumulati. A quel punto però è arrivata Equitalia che l’estate scorsa gli pignora il conto corrente “prosciugandomi di quei pochi spiccioli sufficienti per la gestione aziendale” ha aggiunto l’allevatore.

Un trattamento, quello dell’agente riscossore nei suoi confronti, che Rossi ha più volte ribadito essere illegale. E ieri, il giudice ha sciolto la riserva dandogli ragione.

Un calvario per l’azienda, al punto da convincere Rossi al suicidio. Fortunatamente l’allevatore si è fatto coraggio e ha scelto una strada goliardica ma incisiva: quella di scaricare davanti Equitalia un carico di letame.

L’esasperazione è arrivata quando gli è stato notificato il pignoramento del conto corrente che ha provocato un ulteriore danneggiamento dell’azienda agricola. “Le aziende agricole – spiega Rossi – oltre ad essere state con le strutture danneggiate e con una politica locale impassibile verso il danno economico post-terremoto” ha dovuto fare i conti anche con un “condono fiscale tenuto nascosto e varato dal consiglio dei ministri. Abbiamo dovuto subire pignoramenti illegali, costringendoci all’adesione del rateizzo, dove ci infilano di tutto: dalle cartelle prescritte, quindi inesigibili a quelle non in idonee emesse dall’agenzie delle entrate firmate da semplici funzionarie non da dirigente come previsto dalla legge  costituzionale. A questo punto non ci rimane altro che iniziare un’azione risarcitoria per i danni morali e materiale nei confronti di Equitalia la quale di equo ha solo il danneggiamento e le chiusure di molte  aziende che tirano avanti a stento, non per la loro incapacità, ma per scelte politiche che sta portando sul lastrico tutte le imprese italiane”.

SOSPENSIVA

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