Giustizia, Tribunale umido

Giustizia: i cittadini potranno segnalare i malfunzionamenti

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Gli avvocati mettono in campo un’iniziativa interessante e particolare: un viaggio nel mondo della giustizia. Il fine è quello di segnalare e denunciare le situazioni più gravi, quelle dei palazzi di giustizia in rovina, a rischio di crollo.

“Edifici fatiscenti, strutture fuori norma, ritardi cronici e carenze di personale, udienze rinviate di anni“. E ancora. “Difficoltà enormi con le quali non solo gli avvocati, ma anche i magistrati e tutto il personale dell’amministrazione della giustizia si confrontano e scontrano ogni giorno”. Per questo l’Organismo Congressuale Forense, organo di autogoverno politico dell’Avvocatura, lancia l’iniziativa di un “Viaggio in Italia” con i suoi delegati, e in stretta collaborazione con i Consigli degli Ordini Forensi, per denunciare il disagio quotidiano degli operatori della Giustizia.

All’iniziativa potranno partecipare tutti i cittadini interessati al funzionamento della macchina giudiziaria.  

“Seguendo idealmente le orme di Goethe nel suo Viaggio in Italia – spiega il Coordinatore Ocf Giovanni Malinconico – stavolta non per narrare le meraviglie del Belpaese, ma le storture di un sistema che nega il diritto dei cittadini ad ottenere giustizia, cominciamo a raccogliere dati, informazioni, fotografie, filmati da chiunque voglia segnalarci ciò che non funziona. Materiale che, senza polemiche pretestuose e senza avversari da abbattere, renderemo pubblico progressivamente con l’obiettivo di cercare soluzioni concrete in un clima di dialogo costruttivo con la politica“. “Non ci sono solo le grandi riforme come quella sulla prescrizione, che noi contestiamo aspramente e per la  quale stiamo proponendo un referendum abrogativo. Ci sono anche i bagni che non funzionano e i palazzi di giustizia senza riscaldamento d’inverno e aria condizionata d’estate, ci sono edifici in affitto che costano milioni di euro ogni anno”, aggiunge Malinconico.

Un viaggio che a breve si arricchirà di un ulteriore strumento, uno Sportello SOS Giustizia che verrà attivato a febbraio, ma che intanto comincia raccogliendo le segnalazioni dei Consigli dell’Ordine degli Avvocati dalla Sicilia orientale.

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