I sindaci festeggiano l'aumento di stipendio: 13800 al mese. Incasseranno quanto un presidente di Regione.

Il primo pensiero per il neo sindaco di Roma è stato quello di aumentare gli stipendi del suo staff. Mentre la capitale è sommersa da rifiuti.

Cospicui aumenti di stipendio che ha fatto le fortune di alcuni. Come ad esempio quella Albino Ruberti, passato dalla Regione Lazio a Roma Capitale, diventato nuovo capo di gabinetto di Roberto Gualtieri. Per il suo nuovo incarico Ruberti si metterà in tasca il massimo consentito dalle norme, oltre 200mila euro l’anno di cui 69mila di indennità ad personam, circa 14mila in più di quanto percepiva in Regione per ricoprire lo stesso ruolo.

Un colpaccio per il 53enne figlio dell’ex ministro dell’Università Antonio Ruberti. Le fortune iniziano per lui – come riporta Il Tempo – già nel 2010, quando era amministratore delegato di Zètema. In quell’occasione finì al centro delle polemiche insieme agli altri alti dirigenti del Campidoglio e delle partecipate per gli stipendi faraonici.

Dello staff più ristretto del nuovo primo cittadino di Roma fanno parte anche Giulio Bugarini e Cristina Maltese, entrambi di provenienza Pd. Bugarini, consigliere comunale uscente, è stato accanto a Gualtieri per tutta la campagna elettorale ed è stato nominato capo della segreteria con uno stipendio di oltre 113mila euro all’anno. Stessa cifra percepirà Cristina Maltese, già presidente del Municipio XII due consiliature fa e adesso nominata segretaria particolare da Gualtieri. Fabrizio Belfiori, che aveva preceduto Maltese nella passata legislatura, guadagnava appena 42mila euro all’anno.

È invece di 180mila euro all’anno lo stipendio che prenderà il nuovo city manager (direttore generale) del Comune: 62 anni, dal 2014 amministratore delegato del Poligrafico e Zecca dello Stato, Paolo Aielli è l’uomo scelto da Gualtieri per attuare gli indirizzi e gli obiettivi del Campidoglio. La cifra percepita per il suo incarico è la stessa che l’ex sindaco Raggi aveva accordato a Franco Giampaoletti, ora dg di Atac.

Il governo nella manovra finanziaria aumenta gli stipendi

L’adeguamento delle indennità dei sindaci è stato previsto da una norma contenuta nella manovra varata dal governo Draghi. I Comuni potranno alzare gli stipendi dei primi cittadini portandoli nel caso dei sindaci delle Città metropolitane e dei Comuni sopra i 500mila abitanti allo stesso livello di quelli percepiti dai presidenti di Regione.

Ovviamente nessuno si è messo di traverso. I sindaci delle grandi città percepiranno, in concreto, 13.800 euro lordi al mese, quanto un presidente di Regione. Se sono alla guida di una città metropolitana, cioè di Milano, Torino, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Bari, Napoli, Roma, Reggio Calabria. Nel capitolo “indennità sindaci” che accompagna la manovra finanziaria, il dado è tratto. Da quella cifra si va poi a scalare a seconda del numero di abitanti. L’aumento scatta a gennaio. 

In consiglio dei ministri quell’articolo della manovra è passato all’unanimità.

Il testo di riferimento (presentato in Senato dai dem Dario Parrini e Luigi Zanda) era stato condiviso da tutti in commissione Affari costituzionali. Tra le novità della legge di Bilancio ci sono le risorse per l’aumento ai sindaci. Saranno messi in conto 100 milioni per il 2022, 150 milioni per il 2023 e 220 milioni a decorrere dal 2024. In pratica l’adeguamento sarà graduale. Se ci sono Comuni che vogliono renderlo effettivo subito, allora devono intervenire con proprie risorse. 

Spiega Parrini che c’è “uno sbilanciamento tra responsabilità, rischio e trattamento economico dei sindaci”, e il governo Draghi sta cercando di porvi rimedio. Le tabelle allegate in manovra prevedono un aumento del 100%  per i sindaci metropolitani, dell’80% per i sindaci dei Comuni capoluogo di Regione e per quelli capoluogo di provincia con più di 100 mila abitanti (del 70% se con meno di 100 mila abitanti), del 45% per i sindaci dei Comuni con popolazione superiore ai 50 mila abitanti e del 35% per chi guida Comuni dai 30 mila ai 50 mila abitanti. Un andamento a scalare. “Più che una indennità congrua, direi dignitosa”: sempre Decaro. Ma tutti i primi cittadini riuniti a Parma “hanno ribadito di “apprezzare”. La richiesta giaceva da tempo.

Di Antonio

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