Il conflitto di interessi dei Fact-checker: bloccano un giornale concorrente. Il caso de "l'Anti Diplomatico"

Al quotidiano online è accaduto qualcosa di molto particolare. E che dovrebbe quantomeno allarmare i sindacati e – perché no – la politica in quanto appare evidente “l’aggressione” alla libertà d’informazione.

L’Anti Diplomatico è una testata registrata in data 08/09/2015 presso il Tribunale civile di Roma al n° 162/2015 del registro di stampa. Quotidiano che offre spunti di riflessione alternativi anche in relazione alla questione dei vaccini. A quanto pare, evidentemente, per i “fact-checker” qualcosa non va tanto che bloccano due post del quotidiano pubblicati sulla propria pagina Facebook.

“Il primo, deciso addirittura da un “fact checker” di “Open”. Ovvero di una testata giornalistica che ha una visione opposta dalla nostra ma alla quale non impediremmo mai di esprimere la propria opinione” spiegano dall’Antidiplomatico. “Si tratta di una riproposizione di un post di un dottore farmacista che, in ottemperanza alla sua libertà di pensiero, decideva di porre all’attenzione dell’opinione pubblica i risultati dei positivi al Covid della giornata in relazione al vaccino. È ironico che le percentuali emerse siamo pressoché identiche a quelle che l’Istituto Koch ha reso pubbliche, successivamente, per la variante Omicron che sta diventando dominante. I fantomatici fact-checker di Open perché non censurano anche il più prestigioso istituto di epidemiologia d’Europa?”

Ma, aggiungono dalla redazione, “è la seconda censura da cui è scattato il blocco della nostra pagina da oltre 140 mila follower che vi dovrebbe far venire i brividi qualunque sia la vostra posizione politica. Siamo oltre il surreale. Un post ironico che prende in giro le fake news (LE LORO!!) nell’ultimo anno viene considerato dai censori di Facebook come pericoloso e in grado di causare violenza fisica!!! Decisione talmente ridicola che i “factckers” di Instagram (stessa proprietà di Facebook) non hanno seguito con la censura”.

Insomma, i post vanno bene per Instagram ma sono censurati su Facebook. Perché?

Per farvi capire quanto surreale sia il tutto, oltre che su decine e decine di pagine Facebook, i due post da cui è partito il blocco contro la nostra pagina Fb sono regolarmente presenti nella nostra pagina Instagram”.

Il giornale però rilancia: “Come abbiamo già annunciato in precedenza intraprenderemo una causa legale, comunicativa e speriamo politica (con i pochi deputati di opposizione al Draghistan presenti oggi in Parlamento a cui ci appelliamo) contro NewsGuard quest’autoproclamato ministero della verità che, in collaborazione con la Commissione europea e ‘fact-checkers’ dei giganti Usa di internet, dà green pass su quale informazione possa o non possa essere filtrata all’opinione pubblica italiana. La censura di Facebook a l’AntiDiplomatico nasce da quest’agenzia creata negli Usa per controllare l’informazione nelle sue semi-colonie. Stiamo assistendo all’attacco finale e definitivo contro la nostra democrazia e sovranità. Non staremo a guardare e difenderemo il nostro lavoro in tutte le sedi possibili. Vi chiediamo di starci vicino e di reagire insieme a noi”.

La Pec a Facebook

“Dal 4 gennaio abbiamo comunicato che avremmo smesso di pubblicare su Facebook fino a quando non avessimo avuto un confronto diretto con qualcuno della piattaforma social che ci motivasse perché alla nostra testata giornalistica sia preclusa la possibilità di arrivare alle 140 mila persone iscritte alla pagina.

Il tutto sulla base del giudizio arbitrale di ‘fact checker’ appartenenti ad altre testate. Abbiamo aspettato una settimana (dal 5 al 12 gennaio) ma non abbiamo avuto risposte per vie telematiche. Pertanto, ieri abbiamo fatto il primo passo formale con l’invio di una Pec a Facebook Italia.

Fino a quando non avremo risposte ufficiali (che vi pubblicheremo immediatamente) continueremo a non utilizzare la nostra pagina Facebook oscurata, con l’unica eccezione degli aggiornamenti della nostra “lunga marcia” contro la censura. Se oggi possiamo affrontare questa battaglia che riteniamo fondamentale per la democrazia e la sovranità del nostro paese è grazie all’affetto straordinario che ci state dimostrando in questi giorni. È la nostra linfa vitale per proseguire”.

Di Antonio

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