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Quanti conoscono il processo Marine? Forse pochi o quasi nessuno. E quanti conoscono il magistrato Nicola Gratteri? In tanti, forse tantissimi. Forse nessuno sa che quel magistrato duro e puro in questi giorni ha incassato una sconfitta molto grande riguardo a un suo processo.

Erano le ore 3 del 2003 quando il sostituto procuratore della Dda di Reggio Calabria Nicola Grattteri, diede ordine a centinaia uomini in divisa di porre sotto assedio il piccolo paese di Platì e arrestare 125 cittadini. Tra questi due ex sindaci, dodici ex assessori comunali, due ex segretari comunali, due tecnici, il comandante della polizia municipale e un vigile urbano. L’accusa era pesante: associazione a delinquere di stampo mafioso.

“L’operazione, ordinata dal dottor Nicola Gratteri, – ricorda il direttore del Garantista Piero Sansonetti che ricorda bene quei giorni – era stata eseguita da oltre mille carabinieri in assetto di guerra, che avevano circondato il paese e lo avevano messo a soqquadro, avevano trascinato via in manette uomini, donne, persone anziane, qualche ragazzo (anche un ragazzo handicappato) e avevano persino cercato di arrestare un assessore che era morto da un anno e mezzo… 202 arrestati su 4000 abitanti. Circa uno ogni cinque famiglie”. 

Ebbene quel processo è finito dopo undici anni e mezzo e con un verdetto che, forse, l’accusa proprio non si aspettava. Seppure l’associazione a delinquere, in alcuni casi, è stata riconosciuta, non è stata riconosciuta l’accusa cardine del processo e che, cioè, tutto sarebbe servito per agevolare le ‘ndrine. Tra l’altro, le 59 persone che avevano scelto il rito ordinario, non sono state nemmeno rinviate a giudizio. In sostanza su 44 imputati restanti, sono solo 8 le condanne effettive.  

Come mai nessuna notizia su questo flop nonostante il pm sia una persona che dirige una commissione incaricata di preparare una riforma della giustizia, il candidato a fare il ministro del governo Renzi?

 

 

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