Il 'mostro' covid: gli anni bui. L'inchiesta di Zone d'Ombra sulla malagestione della pandemia

Due anni sono tanti per la vita di un uomo. E gli ultimi due anni per la popolazione mondiale hanno rappresentato anni tra i più terribili. Un periodo di vita che ha segnato, e tanto, anche quella di Alfredo. Alfredo introduce la puntata di Zone d’ombra raccontandoci la sua esperienza legata al Covid. Una persona come tante, che mai avrebbe immaginato d’imbattersi in ciò che gli è capitato. 

“Io ho viaggiato tanto e, pur rispettando le regole, mi sono ammalato. Non avrei mai immaginato di ritrovarmi in una situazione del genere”. Un dramma che per Alfredo ha significato quattro mesi di ospedale. Pian piano sta recuperando le forze e tornando alla sua quotidianità. Ma il virus gli ha creato problemi nel parlare, alle braccia e alle gambe.

E lo sguardo non può che tornare alle prime settimane di febbraio 2020, ovvero quando qualcosa in più si poteva e si doveva fare. Ma in quei giorni tv e giornali raccontavano altro e degli scenari che stavano per abbattersi sull’Italia nessuno ne ebbe la percezione. C’era Zingaretti che rideva su una possibile degenerazione del virus, mentre Burioni escludeva qualsiasi contagio per l’Italia. A marzo 2020 quando l’Italia intera -politici e medici compresi- ignoravano la portata devastante che si stava per abbattere sull’Italia, i pazienti ricoverati con sintomi erano 27.386, di cui 3906 in terapia intensiva e 42.588 in isolamento domiciliare. I deceduti erano 10.779.

Ma in quelle ore accadono cose ancor più gravi a livello politico e di gestione della pandemia.

Il ministro della Salute, Roberto Speranza, nomina, in fretta e furia un Comitato tecnico scientifico in grado di indirizzare anche le scelte politiche. Con un Decreto del Capo Dipartimento della Protezione civile, infatti, il 5 febbraio 2020 viene istituito il CTS con competenza di consulenza e supporto alle attività di coordinamento per il superamento dell’emergenza epidemiologica dovuta alla diffusione del Coronavirus. Il professor Franco Locatelli, presidente del Consiglio superiore di sanità del Ministero della salute, è il coordinatore  del comitato.

Il governo Conte inizia il bollettino dei Dpcm limitando le libertà personali. Conte nomina Domenico Arcuri come Commissario straordinario per l’attuazione e il coordinamento delle misure occorrenti per il contenimento e contrasto dell’emergenza epidemiologica COVID-19. Ma è un disastro. L’OMS aveva pubblicato un rapporto che giudicava l’Italia per molti aspetti impreparata davanti alla pandemia da covid-19 che l’aveva travolta. Il report, finanziato dal governo del Kuwait con l’obiettivo di informare i Paesi non ancora colpiti dall’epidemia, era stato redatto da un team di 11 scienziati europei dell’Oms tra i quali anche l’italiano Francesco Zambon. Un report che avrebbe potuto salvare, forse, vite umane e affrontato la pandemia in maniera più preparata. Tra l’altro, ancora oggi, non si capisce come sia stato possibile che il piano pandemico fosse aggiornato addirittura al 2006. L’uomo centrale nella vicenda è Ranieri Guerra, accusato di non aver aggiornato il piano Pandemico. A far luce sulla vicenda la procura di Bergamo ma anche la Commissione d’inchiesta parlamentare che dovrebbe indagare sul Covid-19. Ma, si è scoperto, tra destra e sinistra sono stati fatti degli accordi per limitare l’ambito di indagine. 

L’inchiesta

Di Antonio

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