"La stanza degli orrori" usata per torturare le vittime: 14 persone arrestate
"La stanza degli orrori" usata per torturare le vittime: 14 persone arrestate
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Un’associazione a delinquere che gambizzava, torturava, incendiava e sequestrava.

I carabinieri del Comando Provinciale di Roma hanno smantellato questa mattina una banda capace di sequestrare una persona e accompagnarla presso “la stanza degli orrori”. Un appartamento rivestito con teli in plastica al fine di non lasciare tracce di sangue. Una tecnica in stile Dexter, il tranquillo e metodico seria killer protagonista della serie tv campione di incassi. Non a caso Massimo Carminati, durante le indagini sul Mondo di Mezzo, così profetizzava sul loro conto: “Quelli so brutti forte compà”.

Sono 14 le persone arrestate per aver fatto parte della banda che spaziava dalla spaccio fino alle estorsioni.

Sono stati gli uomini del Nucleo Investigativo di via in Selci, tra il 2018 e il 2019, a scoprire cosa accadeva dalle parti del quartiere La Rustica.

L’indagine è partita dopo la gambizzazione di un uomo, avvenuta nel novembre del 2017 tra le strade del complesso residenziale. A sparare, secondo la Direzione Distrettuale Antimafia di Roma, era stato il pregiudicato Daniele Carlomosti, che avrebbe avuto qualche attrito con il fratello della vittima per la gestione delle attività illecite. Un conflitto, quello tra i due, senza esclusione di colpi: gambizzazioni, incendi, esplosione colpi d’arma da fuoco contro appartamenti e veicoli e anche sparatorie. Era il modo, per Carlomosti, di rimarcare la sua autorità.

Non sapeva che i carabinieri lo stavano monitorando registrando ogni attività dell’associazione: dall’ acquisto di 1.000 kg di stupefacente direttamente dal Marocco a bordo di un gommone, fino al sequestro di persona e alle torture fornite da un pusher che non aveva saldato un debito di 64.000 passando per un sequestro in cui la vittima è stata legata, spogliata e costretta subire minacce di morte e violenze fisiche per circa sei ore.

È una criminalità a conduzione familiare, quella scoperta dai militari dell’Arma. Del resto oltre a Daniele Carlomosti emergeva anche il ruolo della moglie e della Zia del pregiudicato.

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