L'Oms blocca il Report sulla pandemia che evidenzia la pessima gestione italiana

Una serie di e-mail riservate ricevute tramite un leak riferiscono che l’Oms ha bloccato il rapporto ‘An unprecedented challenge – Italy’s first response to COVID-19’ a cura di un team di ricercatori della divisione europea dell’Organizzazione mondiale della sanità.

Lo studio, finanziato con circa 100mila dollari da un grant del Kuwait, metteva in risalto luci e ombre della preparazione e gestione italiana della crisi da Covid-19. Report che avrebbe dovuto servire ad altri Paesi e agli stakeholders del mondo della sanità al fine di trarne lezioni utili per la gestione della pandemia. Evitare, dunque, gli errori del primo grande Paese occidentale che si è confrontato con il virus.

Oms, le manovre di Guerra e il Report sparito

Ma il 14 maggio accade qualcosa di imprevisto. Appena un giorno dopo la pubblicazione, viene ritirato e mai più messo a disposizione. Uno affronto al governo del Kuwait che lo aveva pagato.

“Dal leak in nostro possesso deduciamo – spiega ‘Report’ che è venuta in possesso delle mail – che il motivo della censura è che il rapporto metteva in imbarazzo il governo italiano e il Ministro della Salute Speranza e ancor più il Direttore Aggiunto dell’OMS Ranieri Guerra. Infatti, tra le varie criticità annotate dai ricercatori, si certifica che il piano italiano di prevenzione delle pandemie era vecchissimo, del 2006. E mai aggiornato”.

“Uno dei dirigenti che avrebbe dovuto aggiornarlo era proprio Ranieri Guerra, che tra il 2014 e il 2017 era Dg Prevenzione al Ministero della Sanità. E questi l’11 maggio, poco prima della pubblicazione del rapporto, e a poche ore da una puntata di ‘Report’ che avrebbe denunciato l’arretratezza del piano pandemico, nella sua veste di top official di Oms scriveva a uno degli autori di indicare come data del piano il 2016 invece del 2006. Ma il 2016 è solo la data di aggiornamento della pagina web e non quella del piano.

Il gioco di prestigio

“devi correggere subito nel testo: 1. Piano nazionale di preparazione e risposta ad una pandemia influenzale; Ministero della Salute; 2006 (…) E riportare quanto disponibile al sito minsalute (…) Ultimo aggiornamento dicembre 2016. Non fatemi casino su questo. (…)Stasera andiamo sui denti di Report e non possiamo essere suicidi. (…) Adesso blocco tutto con Soumya. Fammi avere la versione rivista appena puoi. Così non può uscire.”

Le minacce di Guerra

Guerra minaccia di bloccare tutto con Soumya Swaminatham, il chief scientist dell’OMS centrale. Dunque, Guerra dava per scontato che la prestigiosa scienziata era a sua disposizione per cambiare un testo non per motivi scientifici ma per ragioni politiche. In un’altra comunicazione racconta l’esistenza di un presunto tacito accordo tra l’Oms e il governo italiano, di cui l’organizzazione dell’Onu sarebbe la consapevole foglia di fico.

“Uno degli atout di Speranza è stato sempre il poter riferirsi a OMS come consapevole figlia (sic) di fico per certe decisioni impopolari e criticate da vari soggetti. Questa è stata materia di discussione e di accordo con Tedros, anche attraverso chi ti scrive e la Missione a Ginevra. (…) Se anche OMS si mette in veste critica non concordata con la sensibilità politica del Ministro che è certo superiore alla mia, non credo che facciamo un buon servizio al Paese. Ricordati che hanno appena dato 10 milioni di contributo volontario sulla fiducia e come segno di riconoscenza per quanto fatto finora, dopo sei anni di zero”.

L’Oms, tra l’altro, sta impedendo agli autori dello studio di presentarsi alla Procura di Bergamo, che li ha convocati per ascoltarli come persone a conoscenza dei fatti in un’inchiesta per falso ed epidemia colposa. L’ente si rifugia dietro trattati internazionali che garantiscono immunità diplomatica e quindi dovrebbero ‘scudare’ i ricercatori anche dalla semplice testimonianza in tribunale. Eppure, tra i convocati, a uno solo l’Oms ha dato il via libera a parlare coi Pm: proprio Ranieri Guerra.

Di Antonio

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