L'ospedale Fiera Milano costruito in 10 giorni grazie ai finanziamenti privati
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“Non abbiamo realizzato un ospedale da campo. Non abbiamo realizzato un lazzaretto. Qui in Fiera abbiamo creato un vero e proprio ospedale specialistico. Un’opera incredibile.”

Alla fine Guido Bertolaso ha vinto. Ce l’ha fatta nuovamente. “L’ospedale alla Fiera è la risposta al grido d’aiuto dell’Italia” ha detto. È riuscito a portare a termine la realizzazione dell’ospedale nei tempi previsti e nonostante le “condizioni stabili” in cui si trova dopo essere risultato positivo al coronavirus. “Qualche linea di febbre” che non gli ha impedito di continuare a lavorare al progetto dell’ospedale Covid alla Fiera di Milano. Il motivo per cui ho accettato questo incarico l’ho detto più volte: la mia storia è questa, quando il mio Paese chiama io rispondo, perché io ci sento benissimo, e al grido di aiuto dell’Italia si risponde. Sempre. Anche quando, come in questo caso, ci sono rischi a cui sapevo di andare incontro. Ma oggi più che mai sono fiero di essere italiano, fiero di aver accettato questo incarico e fiero di averlo portato a termine.”

Un ospedale ideato e costruito nel rispetto del paziente e di tutti gli operatori sanitari e non che li assistono. È proprio la figura del paziente al centro di quest’opera.  

All’ospedale Covid della Fiera di Milano, una volta a regime, ci saranno 200 posti di terapia intensiva. Sono previsti altrettanti medici anestesisti che dovrebbero arrivare a 220 con circa 500 infermieri. “Credo sia la terapia intensiva più grande d’Italia”, afferma il presidente della Fondazione Fiera Milano, Enrico Pazzali. L’ospedale, alla fine dei lavori, disporrà di 8 reparti con 53 letti. Tra 200 medici anestesisti rianimatori, 500 infermieri e altri 200 operatori sanitari di vario genere, si arriverà a un totale di 900 addetti che lavoreranno nel nuovo padiglione del Policlinico, Irccs che gestirà la struttura. Per ora “non è previsto l’arruolamento di medici dall’estero”, è stato spiegato. L’ospedale servirà ad accogliere i nuovi contagiati ‘gravi’ non solo della Lombardia, ma di tutto il Paese. A regime, potrebbe servire a svuotare quegli ospedali in Italia che hanno messo in stand-by le sale operatorie.

Dopo i primi 24 posti aperti tra domenica e lunedì, la seconda consegna riguarderà il primo blocco con 53 posti. “Questo è il primo obiettivo nella fase iniziale e a seguire gli altri”. Pazzali ha chiarito: “I posti erano 400 perché quando abbiamo disegnato il primo layout si trattava di un ospedale da campo. Attraverso il supporto dei colleghi esperti della direzione generale sanità, abbiamo raffinato il progetto fino ad arrivare a oltre 200. Questi posti di terapia intensiva avranno a disposizione di centinaia di metri quadrati di servizi e della parte radiografica, che hanno occupato un certo spazio”.




Come spiegato da Bertolaso “gli operai e le imprese si sono applicati con turni h24 durante le giornate, nessuno si è risparmiato, tutti hanno lavorato ventre a terra che è quello che avevo chiesto appena sono arrivato qui. Per primo ho cercato di dare l’esempio”. Nel suo messaggio, Bertolaso ringrazia infine “il presidente Fontana per la fiducia, il presidente Pazzali per l’enorme collaborazione e capacità organizzative, i volontari del Corpo Italiano di Soccorso dell’Ordine di Malta e tutto il mio team di professionisti che in maniera volontaria sono venuti ad aiutarmi”.

Fontana ha ricordato che sono stati i “benefattori”, con le loro donazioni, a dare la possibilità alla Regione di costruire l’ospedale, “realizzato con tutte le loro risorse”. E questo è “un bell’esempio della storia della Lombardia, fatta di gente operosa, proattiva e generosa. Questa è la rappresentazione della storia della Regione che prosegue la storia del Policlinico, l’ospedale dei milanesi”. L’opera è stata “interamente finanziata da 1.200 donatori con il loro contributo da 10 euro a 10 milioni”.

L’ospedale Fiera resterà in futuro anche per gestire nuove eventuali ondate di coronavirus.

Di admin

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