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La marineria di Pescara in lotta per il dragaggio del porto di Pescara. Accuse al governo regionale e nazionale. Parole pesanti anche verso Blogger e giornalisti.

PESCARA. «Garantiamo la transitabilità del canale entro il 25 marzo e l’avvio del dragaggio il 3 di aprile».
Queste sono le parole pronunciate ieri dal sottosegretario alle Infrastrutture, Guido Improta, durante l’incontro con i giornalisti alla Prefettura di Pescara per illustrare lo stato di avanzamento dei lavori per rendere praticabile alla marineria il porto del capoluogo adriatico. 
Il fondale della Darsena verrà portata a 6,5 metri e inoltre si prevede un allungamento del fermo pesca. «Se dovesse andare male il negoziato con l’Europa, ma non abbiamo segnali in tal senso, siamo comunque pronti per garantire agli operatori di prendere il mare paradossalmente anche prima dell’8 aprile».

Il sottosegretario ha spiegato infatti che il materiale dragato compatibile dal punto di vista ambientale potrà essere riutilizzato per il ripascimento delle coste, fatto questo che «avrà riflessi anche sul piano di gestione dell’emergenza porto», ha precisato Improta. 
L’incontro con la marineria si è poi trasferito nella sala dei Marmi della Provincia per poter contenere il numero elevato degli esponenti dei pescatori. 
Entro la prima decade di maggio, dovrebbe essere prelevato circa il 60-70 per cento del materiale da dragare. 

TENSIONI DURANTE L’INCONTRO

Mimmo Grosso, rappresentante dell’associazione armatori, ha dapprima invitato i colleghi a prestare la massima collaborazione e la calma verso i rappresentanti del governo regionale e nazionale e poi ordinato l’abbandono della sala per contestare la presenza di giornalisti e cameraman. A detta della marineria inoltre, la sala era troppo piccola per contenere tutti gli intervenuti. Peccato che però la contestazione è apparsa subito strumentale in quanto all’incontro dovevano partecipare solo una rappresentanza della stessa marineria. «La riunione fatela con i giornalisti» queste sono state le frasi che hanno tenuto banco in quegli attimi. Dopodiché Gianni Chiodi ha rincorso i rappresentanti per cercare di comprendere la scelta ma, ovviamente a parte sproloqui nessuno ha dato una spiegazione. L’incontro si è quindi spostato alla Sala dei Marmi della Provincia di Pescara.

L’INFORMAZIONE ALLA MARINERIA FA COMODO…ANZI NO

Diciamo che ne abbiamo abbastanza delle uscite di Mimmo Grosso e dei suoi compari. Intendiamoci: abbiamo pieno rispetto per una categoria che sta soffrendo da tempo una situazione a dir poco critica e misteriosa al tempo stesso. Credo però che ad ogni cosa ci sia un limite specie se si tratta di rispetto tra persone. Mi sento un avanguardista della comunicazione e del pensiero e, ci tengo a precisarlo, non sono un giornalista. Credo che appartenere a questa lobby sia motivo di discredito per chi vuole operare nel mondo della comunicazione e sperimentare strade nuove. Ciò non autorizza però i signori della marineria a sputare fango verso chi, tutto sommato, li ha aiutati in questa battaglia per il dragaggio. Sentirmi coinvolto in un giudizio sommario da parte di gente che del mio lavoro non ne sa nulla mi fa a dir poco incazzare. A questo tipo di violenza verbale non si devono aprire porte ma le porte devono essere usate per dargliele in faccia e fargli imparare un po’ di sana educazione e rispetto. Chi opera nel settore della comunicazione, blogger o giornalista che sia, ha il diritto-dovere di raccontare i fatti così come sono e senza mediazioni. La riunione prevista alle 16 di ieri presso la Prefettura di Pescara era stata fatta sia per accogliere una delegazione della marineria sia per i giornalisti. Non si capisce perché, quindi, la marineria abbia contestato questa scelta visto che all’incontro dovevano partecipare solo una parte di loro. Inoltre, non ho capito, ma questo forse sarà un mio limite, perché all’incontro che poi si è tenuto alla sala dei marmi della Provincia di Pescara, non hanno potuto partecipare blogger e giornalisti. Perché? Lo chiediamo al presidente Chiodi e alla responsabile della Digos di Pescara dottoressa Leila Di Giulio. Possibile che la marineria di Pescara ha sempre ragione? A noi è stata interdetta la sala dei marmi perché Mimmo Grosso & C. hanno contestato la nostra presenza? E chi sarebbe Mimmo Grosso? Ovviamente la categoria giornalistica, sempre e comunque schierata dalla parte della marineria, non ha proferito parola. Non ho notato nessun scatto d’orgoglio, nemmeno per sbaglio. Se qualcuno in una manifestazione mi sfascia la telecamera è tutto a posto e vigili e polizia non intervengono. La prossima volta chiedo a Mimmo Grosso l’autorizzazione per entrare a Pescara. 

 

di Antonio Del Furbo

 

 

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