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Secondo Elena Cattaneo, professore ordinario e ricercatrice, il metodo Stamina non avrebbe “riscontri di cura”. Marino Andolina non tarda a rispondere alla senatrice.

Secondo Elena Cattaneo, professore ordinario e ricercatrice, il metodo Stamina non avrebbe “riscontri di cura”. Marino Andolina non tarda a rispondere alla senatrice.

Per la Cattaneo:«Stamina non ha riscontri di cure, non ci sono prove cliniche e non è stata verificata l’efficacia». Lo ha detto la neurobiologa in diretta a ‘Otto e mezzo’, su La7. «Questo – ha aggiunto – è un esempio di incapacità della politica che ha seguito la compassione e non i fatti. È incomprensibile e assurdo che si continui a sottoporre i pazienti a questa alchimia».

Cattaneo attualmente è direttrice del laboratorio di Stem ‘Cell Biology and Pharmacology of Neurodegenerative Disease’ che partecipa, insieme ad altri 15 laboratori di ricerca, al progetto europeo NeuroStemcell, del quale è coordinatrice. Ha co-fondato la UniStem, Centro di Ricerca sulle Cellule Staminali dell’Università Statale di Milano, di cui è direttore. Nel 2008 la Novartis Farma, azienda farmaceutica, gli conferisce il riconoscimento “Grande Ippocrate Ricercatore medico dell’anno 2008” nell’ambito della comunicazione scientifica. Strano il collegamento con l’azienda farmaceutica. Ricercatrice e donna da sempre vicina alla politica: nel 2006 viene insignita di cavaliere ufficiale della Repubblica da Carlo Azeglio Ciampi e, il 30 agosto 2013, il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano le conferisce la carica di Senatore a vita.

«Ho ascoltato quanto ha detto la senatrice Cattaneo su La Sette. Ho smesso di vomitare e sottolineo che uno scienziato serio da duecento anni, prima di prendere una qualsiasi posizione guarda all’evidenza dei fatti» ha dichiarato Marino Andolina che, insieme a Davide Vannoni, sta portando avanti la battaglia di ‘Stamina Foundation’. «A questo punto – prosegue il medico – io membro della comunità scientifica boccio la Cattaneo in quanto non degna di appartenere alla nostra comunità. Prima di dire che la terapia Stamina non funziona uno deve controllare i risultati clinici. Anche se la Cattaneo è una farmacista, avrebbe dovuto arrivare a capire che Celeste, Sebastian e Desiree si stanno muovendo». I tre bimbi sono quelli che, grazie al metodo Stamina, stanno avendo dei notevoli miglioramenti di salute. «Aggiungerei che la sperimentazione fatta a Trieste – dichiarò Vannoni a luglio di quest’anno –  non è stata interrotta, ma è esaurita per mancanza di pazienti, in quanto i tre bambini sopravvissuti hanno fatto ricorso e sono passati a Brescia dove sono tutt’ora in cura, con la nostra metodica e con notevoli miglioramenti». 

Marino Andolina sulla Cattaneo poi aggiunge:«Avrebbe dovuto almeno dire che il risultato è “suggestivo” come si usa tra noi scienziati, e dire che il dato merita una conferma. Invece no, il solo dubbio che la terapia funzioni evidentemente terrorizza lei come De Luca, Vescovi, Dalla Piccola, Andria, Dominici e quanti hanno legato la propria sopravvivenza nel mondo della ricerca alla dimostrazione che la metodica Stamina non funziona. Questi nomi un giorno andranno scritti sui muri e indicati agli studenti come modelli di come non deve essere uno scienziato. Per quanto riguarda invece il collega bresciano che avrebbe detto al giornalista del Corriere che non ci sono evidenze di miglioramento, questo lo capisco meglio: se la metodica cura una SMA l’accusa di omicidio del piccolo morto in lista d’attesa a Brescia diventa basata su fatti certi. Anche qui c’è chi lotta per sopravvivere a scapito della vita degli altri» ha concluso Andolina.

Andolina nel 2009:”Non faccio ad altri quello che non farei a me stesso”

Il dottor Andolina quando nel 2009 finì sotto processo per la metodica Stamina disse:«Io non faccio ad altri quello che non farei a me stesso. Mi sono iniettato le mie stesse cellule staminali, prelevate nella clinica torinese ”degli orrori”. E dopo 20 giorni sono guarito da una malattia cronica che mi intristiva la vita». Marino Andolina, il medico dei trapianti del Burlo Garofolo fu coinvolto nella tempesta giudiziaria riguardante la «Stamina foundation» di Torino e il suo fondatore, lo psicologo Davide Vannoni. Vannoni portò il suo metodo presso l’ospedale pediatrico proprio per mediazione dello stesso Andolina che era nel comitato scientifico.
Rispondendo a chi indagava ma anche a chi lo contestava per la validità della cura con le cellule staminali, disse: «Perché un moribondo non può ricevere una terapia innocua, per mal che vada inutile, perché bisogna aspettare che qualche Solone dia l’okay?». 

Appunto, perché?
 
di Antonio Del Furbo

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