NEL 2013 249 MILA IMPRESE CHIUSE

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Nell’indifferenza totale della politica, in Italia il sistema produttivo sta scomparendo definitivamente. Presto il paese sarà in ginocchio

Oltre all’indifferenza degli “eletti” l’ex bel paese sconta l’indifferenza del popolo italiano e, quindi, dell’elettore medio. Le inchieste, gli avvisi messi in campo da economisti e giornalisti indipendenti nulla hanno potuto fare contro il torpore culturale dell’elettore medio. Un paese finito, che sta procedendo come un missile verso il disastro. Un paese che sta andando verso il buco nero economico a discapito solo ed esclusivamente della maggioranza dei cittadini. I “fortunati” della politica, dell’imprenditoria e delle lobby finanziarie sono al riparo da tale disastro e sono tutte concentrate nel non far avvicinare nessuno alla guida del paese perché, dall’impatto, trarranno vantaggi esorbitanti. Rimarranno con il malloppo in mano che centuplicherà il proprio valore e, chi ne vorrà una millesima parte, sarà costretto a rinnegare diritti e dignità. Nel 2013, 26,6 miliardi in meno di Pil, 22,8 miliardi in meno di consumi, 249 mila chiusure della attività commerciali e dell’artigianato. I dati sono stati forniti da Rete Imprese Italia in occasione dell’assemblea annuale. «Tra il 2007 e il 2013 – sottolinea l’organizzazione delle imprese – il nostro paese avrà perso 121 miliardi di euro di Pil: un abisso e per tornare ai livelli pre crisi ci vorranno 10 anni, un arco temporale senza precedenti. Anche il confronto con la grande depressione degli anni ’30 è impietoso: in quel caso il livello di Pil pre crisi fu recuperato dopo 7 anni».

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