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Cosa non si fa per la propria città quando si è sindaco di una grande città come Pescara. Cosa non si fa per la politica di una grande città quando si è sindaco. Cosa non si fa per una grande città se si è sindaco e si deve essere rieletti. Cosa non si fa.

Cosa non si fa per la propria città quando si è sindaco di una grande città come Pescara. Cosa non si fa per la politica di una grande città quando si è sindaco. Cosa non si fa per una grande città se si è sindaco e si deve essere rieletti. Cosa non si fa. Albòre lo ha pensato e lo ha fatto. In città sono stati apposti cartelli con la scritta: «È vietato porre in essere forme di accattonaggio molesto, inteso come richiesta insistente e petulante di denaro». Quindi gli accattoni sono avvertiti: non dovete insistere e “petulare” altrimenti “so mazzi”. Eh sì, proprio così. Chi non si adegua agli ordini del super eroe pescarese Mascia rischia brutto: una sanzione che va da un minimo di 25 euro ad un massimo di 900 euro. Al momento non sappiamo se l’ispiratore di tale ordinanza sia stato colui che di professione fa il nipote del compianto Nino Sospiri, ovvero lo stratega della comunicazione del Pdl a livello regionale. Dopo l’ottima performance comunicativa dei manifesti rom dell’anno scorso, come non curare anche questa sui disgraziati che chiedono l’elemosina? Un altro progetto da leccarsi i baffi. Immagino durante la trascrizione dell’avviso i relatori cosa siano detti:«È vietato porre in essere forme di accattonaggio molesto. Si capisce? Uhmmm…non credo. Meglio specificare. Ecco ho trovato: inteso come richiesta insistente e petulante di denaro. Così mi sembra chiaro. Poi avoglia a chiamare l’avvocato…ahahaha (risate)». Solo una domanda rimane da fare: se i poveracci non si adeguano alle norme, chi pagherà la multa? E se nessuno pagherà interverranno le squadre speciali comandate dal mega comandante Carlo Maggitti? Forse no, che sbadato che sono. I suoi uomini sono impegnati con il centimetro da sarta a misurare lo sforamento delle ruote delle automobili fuori dalle striscie dei parcheggi. E poi, figuriamoci se l’intero plotone di “caporali” assunti dall’ente pubblico può preoccuparsi di girare armato per la città e controllare il territorio in questo periodo. Ci sono le vacanze da pianificare, lo shopping da fare, i figli a cui badare, non scherziamo. Un invito al poliziotto super più Maggitti a non insistere nel far lavorare i suoi sottoposti. Potrebbero, con un fischio da fischietto, circondare la casa con elicotteri e carrarmati messi a disposizione dai sindacati.

 

di L’accattone numero uno

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