“Equitalia mi ha pignorato la casa per un errore”

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Il grido disperato giunge da una 74 enne con una pensione di poco superiore a 800 euro mensili. 

Il 3 settembre 2013 mi sono vista recapitare dall’Equitalia una notifica di pagamento con procedura esecutiva di euro 6.325,19 entro 30 giorni” racconta la donna in una lettera a ‘il Giornale’. “Se non avessi pagato – scrive – ci sarebbe stato il fermo amministrativo del veicolo di mia proprietà”. La cartella, di un importo di 4.708,19 euro riguardante contratti di piccola colonia per l’anno 2004/200, era stata spedita dell’Inps di Casarano in provincia di Lecce. “Contratti che io non ho mai firmato” ha raccontato la donna. “Quando mi accorsi di questa truffa, il 31 novembre 2010 feci denuncia al Tribunale di Lecce. Per firme false, ma da allora non ho saputo più nulla (siamo nel 2014). Per fermare l’esecutivo sono stata costretta a chiedere la rateizzazione della somma, che nel frattempo è lievitata a 7.263.50. Mi informarono che quando il Tribunale di Lecce chiude la causa mi verrebbe restituita la somma pagata. (Quando avverrà la chiusura visto che sono già passato 4 anni ??). Ora sono in difficoltà percepisco 831,00 euro di pensione al mese. Come posso sollecitare la chiusura di tutto, ho 74 anni non penso di averne altrettanti davanti. Ringrazio chi mi legge e porgo sentiti saluti”.

Quando l’Inps di Casarano rispose picche ai lavoratori

Su intervento di Cgil e del sindacato di categoria Filctem Cgil della provincia di Lecce, è giunta finalmente la risposta del direttore dell’Inps, Roberto Bianco, in merito alle spettanze del 2012 (mensilità di novembre e dicembre) per i lavoratori in cassa integrazione in deroga delle aziende Tessiltech e Labor di Casarano, Romano srl di Matino, Progeni di Copertino”. Questa una nota diffusa a marzo 2013 dal sindacato dei lavoratori che, da tempo, chiedeva un incontro con il direttore dell’Inps. Un ente, quindi, sordo alle richieste dei cittadini-contribuenti.

“Di certo non è la risposta che si sperava di ricevere: arriva, infatti, il diniego di ulteriori erogazioni per i lavoratori. Alle continue sollecitazioni del sindacato e dei lavoratori, infatti, l’Inps di Casarano ha sempre addotto, come motivazione dei ritardi nell’erogazione delle due mensilità, l’assenza della decretazione da parte della Regione Puglia”.

La Cgil concludeva:”lavoratori e le loro famiglie stanno vivendo una condizione di difficoltà estrema e non più tollerabile”. Il riferimento è a centinaia di lavoratori e lavoratrici del territorio: 180 dipendenti della Romano, 120 della Labor, oltre 40 della Tessiltech e 11 della Progeni. Per loro l’attesa e la pazienza hanno ormai superato ogni limite.

ZdO

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