Tre milioni di euro da Maduro ai 5stelle

Tre milioni di euro di Maduro ai 5stelle

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Il governo venezuelano di Hugo Chavez avrebbe finanziato il Movimento 5 stelle con fondi neri per tre milioni e mezzo di euro. A rivelarlo il quotidiano spagnolo ABC. L’asse Maduro 5 stelle si sarebbe rafforzato con una donazione consistente.

La somma di denaro sarebbe stata consegnata in contanti in una valigetta a Gianroberto Casaleggio attraverso l’intermediazione del console venezuelano a Milano, Gian Carlo di Martino.

Il documento pubblicato dal giornale evidenzia che lo scopo delle sovvenzioni di Chavez era quello di appoggiare un nuovo “movimento anticapitalista e di sinistra nella Repubblica italiana”. Davide Casaleggio ora annuncia querele. Mentre il capo politico M5S in una nota parla di “una ridicola fake news”.

Il documento è classificato come riservato dai servizi venezuelani.

Il M5S nacque nel 2009, anno in cui si presentò per la prima volta alle elezioni amministrative. Il Movimento non ha mai nascosto la sua posizione di vicinanza al regime di Nicolas Maduro, che all’epoca dei fatti era ministro degli Esteri di Chavez, schierandosi apertamente contro Juan Guaidó, presidente ad interim del Venezuela.

Juan Guaidò parlò di finanziamenti ai 5stelle

Di presunti finanziamenti ai 5Stelle peraltro parlava, a maggio 2019 in un’intervista a Repubblica, l’avversario dei chavisti: Juan Guaidò.

Il voto del Parlamento italiano

“L’Italia non riconosce Guaidò perché siamo totalmente contrari al fatto che un Paese o un insieme di Paesi terzi possano determinare le politiche interne di un altro Paese”. Si chiama principio di non ingerenza ed è riconosciuto dalle Nazioni Unite”, disse l’allora sottosegretario, Manlio Di Stefano, all’indomani del voto parlamentare. Il voto, come da previsioni, spaccò i partiti italiani: sia Movimento 5 Stelle che Lega si astennero, come anche sei eurodeputati del Pd.

Il governo Chavez

All’epoca governava ancora Hugo Chavez, che sarebbe poi morto tre anni dopo, e Maduro era ministro degli Esteri. Il Movimento 5 Stelle era nato solamente un anno prima. Il documento dei servizi segreti venezuelani pubblicato da Abc è datato 5 luglio. E dice che i soldi sarebbero stati inviati inviati “in modo sicuro” grazie a una valigia diplomatica dell’intelligence militare guidata da Hugo Carvajal. Lo stesso Carvajal è indagato dalla giustizia americana per crimini legati al narcotraffico e alla vendita di armi alle Farc colombiane.

I soldi in Italia

I soldi partiti da Caracas e arrivati a Casaleggio provenivano “dai fondi riservati amministrati dall’allora ministro degli Interni Tareck el Aissami” – oggi è ministro del petrolio, Ndr) – e una delle persone più importanti della cerchia di Maduro. Aissami nel 2017 è stato sanzionato dal Dipartimento del tesoro americano perché invischiato in un enorme giro di droga.

Tra le accuse rivolte ad Aissami c’è anche il riciclaggio di denaro.

I soldi, prima di arrivare a Casaleggio, sarebbero passati dalle mani di Gian Carlo di Martino. Quest’ultimo è, dal 12 aprile 2010, console generale della Repubblica bolivariana del Venezuela a Milano. Tutti i personaggi legati a questa vicenda – Vito Crimi (leader del M5S), l’ex capo politico Luigi Di Maio, Di Martino, Grillo, Aissami e Maduro – hanno deciso di non rispondere alle domande poste da Abc. Fonti diplomatiche citate da Repubblica replicano che il documento pubblicato da Abc sarebbe un falso.

La valigia da 3.5 milioni

Il documento pubblicato dal giornale spagnolo ruoterebbe attorno a un incidente che si sarebbe verificato all’interno del consolato, quando un funzionario avrebbe trovato la valigia contenente i 3.5 milioni e l’avrebbe portata all’attenzione del già citato Carvajal. Sarebbe stato quest’ultimo a chiedere ulteriori informazioni a Caracas, trovandole fondate. Non a caso, il documento conclude dicendo che “sono state impartite istruzioni verbali al nostro funzionario in Italia per non continuare a riferire sulla questione, che potrebbe diventare un problema diplomatico (tra Italia e Venezuela)“.

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