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Il Molino Alimonti di Guardiagrele, fermo da un anno, sta cercando in tutti i modi di ripartire con nuovi investitori e nuovi progetti. Questa mattina c’è stato l’incontro tra il commissario delegato dal tribunale di Chieti Carlo Trinetti, l’azienda, i sindacati, i lavoratori e il dirigente della Regione Abruzzo Giuseppe Sciullo della direzione Politiche del Lavoro. L’incontro è stato fissato per capire se l’operazione aziendale, che vede “Spiga d’oro” tra i possibili azionisti del gruppo, può essere fatta.

Il Molino Alimonti di Guardiagrele, fermo da un anno, sta cercando in tutti i modi di ripartire con nuovi investitori e nuovi progetti. Questa mattina c’è stato l’incontro tra il commissario delegato dal tribunale di Chieti Carlo Trinetti, l’azienda, i sindacati, i lavoratori e il dirigente della Regione Abruzzo Giuseppe Sciullo della direzione Politiche del Lavoro. L’incontro è stato fissato per capire se l’operazione aziendale, che vede “Spiga d’oro” tra i possibili azionisti del gruppo, può essere fatta. La proprietà degli Alimonti, che ha ribadito più volte di avere pronto un piano industriale, ancora oggi è arrivata senza carte in mano. Il commissario Trinetti, con cui siamo riusciti a parlare prima di essere buttati fuori da Giuseppe Sciullo, ci ha riferito che per quello che riguarda il tribunale, il 99% dei creditori hanno accettato le proposte avanzate per il rientro delle somme. Ora si dovrà aspettare l’omologazione del concordato. Nel frattempo, la proprietà ha garantito che in breve tempo presenterà il piano industriale a Trinetti il quale lo analizzerà riservandosi la decisione di accettarlo o meno.

La situazione del Molino 

I debiti del gruppo ammontano a 120 milioni di euro e crediti per 93 milioni di euro. È quanto ha raccontato il tribunale di Chieti. Da tempo circola voce di in grosso partner che dovrebbe entrare a “salvare” le sorti del gruppo guardiese che, già a maggio scorso, avrebbe dovuto prevede re l’arrivo a Ortona il prodotto finito da impacchettare per avviare la distribuzione con marchio Alimonti. La direzione da tempo è chiusa in un mutismo che ha il sapore dell’arroganza. L’amministratore delegato Francesco Norcia, non ha sciolto le riserve sul gruppo che dovrebbe riportare l’azienda sul mercato.

L’informazione tenuta fuori

La questione del lavoro in regione Abruzzo è molto sentita visto che, in pochi anni, sono spariti interi nuclei industriali. Zone d’ombra, nel limite del possibile, cerca di seguire in maniera appassionata le varie vertenze e problematiche del lavoro. Stamattina, dopo aver chiesto l’autorizzazione a seguire l’incontro all’assessore regionale Paolo Gatti e al commissario Carlo Trinetti, siamo entrati in sala. Nel momento dell’inizio il dirigente regionale Giuseppe Sciullo ci ha pregato di accomodarci fuori in quanto nella riunione non erano ammesse telecamere.

Meglio parlare di calcio

Il caso ha voluto, che di fianco alla sala dove si è tenuto l’incontro per il “caso Alimonti” ci fosse una conferenza stampa della Pescara calcio. La sala, piena all’inverosimile di giornalisti e cameraman, l’assessore regionale allo Sport Carlo Masci è stato ripreso da decine di telecamere e seguito con la bava alla bocca da altrettanti giornalisti, perché ha detto che nel comune di Silvi sorgerà il centro sportivo del Pescara. 

In Abruzzo, quindi, bisogna sapere tutto sul calcio ma assolutamente nulla su una vertenza così importante come Alimonti che decide sulla vita di decine e decine di operai con mogli e figli a carico. Complimenti al dirigente Giuseppe Sciullo.

Antonio Del Furbo



 

 

 

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