Lo scontro tra il senatore (Razzi), il sindaco (Carulli) e il dittatore (Assad)

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Un Ferragosto un po’ agitato per il senatore italo-svizzero (ma anche un po’ coreano) Antonio Razzi. Eppure non si direbbe visto che questa mattina su Facebook ha mandato baci al suo popolo dalla spiaggia pescarese.

Antonio Del Furbo

Ma, probabilmente, il ‘senatorissimo’ è molto provato per quello che sta accadendo al suo ‘amichetto’ Kim Jong-un dall’altra parte del mondo.

A nulla, pare, stanno servendo i suoi sforzi diplomatici e le sue pressioni sulla Casa Bianca per convincere Donald Trump a non attaccare la Corea del Nord. 

“Sono stato tante volte in Corea del Nord e non ho mai avuto l’impressione che stessero minacciando qualcuno o qualcosa. Ho stretto la mano a Kim Jong Un ed al Presidente della Repubblica Democratica di Corea Kim Jong Nam. Sono stato accolto sempre molto bene io e la mia delegazione al seguito.” 

E, quindi, perché tutto questo odio verso un ‘ragazzetto’ che potrebbe far paura solo per il suo taglio di capelli? Razzi ne è convinto:È una sorta di accanimento contro la Corea del Nord da parte di tutti perché è governata da un dittatore.” 

Un accanimento, forse, come nei confronti di un altro suo amico, tale Bashar al-Assad, presidente della Siria accusato dalla commissione indipendente d’inchiesta Onu sulla Siria di crimini di guerra. 

Il senatore di Forza Italia, a marzo scorso, pubblicò sul proprio account twitter due foto che lo ritraevano accanto al presidente siriano Bashar Assad. Razzi si era recato in Siria insieme a un gruppo di parlamentari russi ed europei per agevolare la creazione di una commissione costituzionale dentro il Parlamento siriano per aumentare le possibilità di dialogo fra le fazioni in lotta.

Il selfie indignò l’opinione pubblica per quelle immagini ancora nitide della carneficina di Aleppo e del gas che Assad fece spargere sullo stesso popolo siriano con un raid aereo nella provincia nord-occidentale di Idlib e che provocò la morte di almeno 72 persone, tra cui moltissimi bambini. 

Per quelle immagini, e per quel selfie, s’indignarono in tanti tra cui il sindaco di un Comune abruzzese, Adamo Carulli. Il primo cittadino di Roccamontepiano postò il selfie di Razzi e Assad sulla bacheca con la scritta “Vergogna!”. Il senatore al momento non rispose ma ha deciso di rispondere solo ieri sera a Carulli.

“A parte il fatto che io stringo la mano a chi mi pare e piace e non basterà un sindaco qualunque a dirmi quello che devo o non devo fare, mi piacerebbe che tu ti confrontassi con me. In primo luogo con le tue affermazioni contro il dittatore hai rinnegato in un colpo solo tutti quei principi che hai messo in maiuscola: libertà, democrazia e pace perché dovrebbero essere proprio quei valori che dovrebbero consigliarti di raggiungere la pace ad ogni costo per evitare guerre e martiri atomici”. 

Quindi aggiunge:

“Chi parla come parli tu non può fare il sindaco neanche a Topolinia perché non hai il dono della mediazione.”

Carulli a quel punto fa notare che:

“Il sindaco è un uomo eletto dal popolo che giura fedeltà alla Costituzione. Io ho giurato su una Costituzione di una nazione democratica che proclama tra i suoi valori fondamentali LIBERTA’, DEMOCRAZIA E PACE”. Poi rispondendo alla moglie di Razzi precisa:”Io sono coerente, suo marito NO! Stringe la mano e si diverte con dittatori e despoti del mondo!”

Nella discussione s’inserisce un amico di Razzi che, addirittura, difende Assad:

“Vergognati tu, Assad garantisce sanità e istruzione gratuite al suo popolo”.

La tensione va alle stelle quando il sindaco di Roccamontepiano (Ch) ricorda a Razzi di essere stato eletto nell’Italia di Valori di Di Pietro:

“Senti ora hai superato di gran lunga la soglia del ridicolo” – scrive Razzi. “Tu non solo non sei nessuno ma pretendi di impartire lezioni a tutti. Ritirati in campagna è lì che devi stare a cogliere i broccoli e le rape. Non parlare di cose che non conosci e che non sarai mai capace di fare. Politicamente sei già uno sparito. Piuttosto datti da fare che non hai nulla da insegnare a nessuno e la tua stessa storia ce lo ha detto e te lo dice ogni giorno”.

Carulli:

“Onorato di vivere in campagna e fino a qualche tempo fa eri onorato anche tu di coltivarla. Vedo che il potere cambia più di ogni altra cosa…del cuore e della mente di un giovane emigrante è rimasto ben poco. Mi scuso con Lei…Eccellenza, Onorevole, Senatore…E mi scusi se la mia ignoranza non arriva alla vostra!” 

Poi, il saluto della buonanotte rivolto a Razzi:

“Faccia tanti sogni tranquilli ma non si dimentichi dei bambini siriani vittime di una guerra assurda a cui ha saputo solo rispondere con un selfie!”.

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