NOMINA GABRIELE ROSSI: CHIODI RISPONDE ALLE NOSTRE DOMANDE

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Il Gianni nazionale, poco meno di un mese fa, è stato tirato per le orecchie per un atto definito grave da alcuni ambienti politici e giornalistici. Il polverone alzato riguardava la nomina di Gabriele Rossi, amico del governatore, quale esperto per un progetto sulla sanità tra Abruzzo e Israele.

Il Gianni nazionale, poco meno di un mese fa, è stato tirato per le orecchie per un atto definito grave da alcuni ambienti politici e giornalistici. Il polverone alzato riguardava la nomina di Gabriele Rossi, amico del governatore, quale esperto per un progetto sulla sanità tra Abruzzo e Israele. Indignazione, stracciamento di vesti e complotti urlati ai quattro venti. Il Pd ha parlato di scelta inopportuna per il solo fatto che, appunto, il Rossi da Giulianova sia amico del presidente. I consiglieri regionali D’Alessandro e D’Amico, con tanto di megafono utilizzato ai tempi del Partito Comunista, hanno tuonato:«Gabriele Rossi non è esperto di progetti formativi in campo sanitario né di cooperazione internazionale ma, piuttosto, di relazioni pubbliche e media». Insomma, come direbbe a “Chi l’ha visto” il già presidente dell’Idv Di Pietro:«Che c’azzecca?».

Chi è Gabriele Rossi?

Gabriele Rossi è giornalista pubblicista, dirigente e docente di relazione con i media. Dopo il liceo si è trasferito a Roma e  nel 1993 si è laureato con lode in lettere alla Sapienza, ha frequentato un corso di specializzazione in lobbying e relazioni istituzionali alla LUISS Business School ed ha lavorato come corrispondente della rivista americana Video Age, accreditata presso l’Ambasciata degli Stati Uniti e in società di comunicazione d’impresa del Gruppo IRI-Fintecna. Rientrato in Abruzzo nel 2004, ha lavorato nella divisione marketing del Gruppo Quartiglia Spa e nella comunicazione della Cesarini Costruzioni Immobiliari di Pescara. È stato consigliere di amministrazione di Banca Caripe. Attualmente – oltre alla sua attività professionale di relazioni istituzionali – è componente della Commissione Sussidiarietà della Regione Abruzzo. Dal febbraio 2011 è consigliere generale della Fondazione Banco di Napoli. Dal 2007 è responsabile dell’area lobbying e relazioni istituzionali della società di consulenza direzionale Global Consulting. Direttore esecutivo di “Progettare l’Abruzzo”, un life-long learning program per imprenditori, quadri e dirigenti di imprese abruzzesi in collaborazione con MCE Project della Pontificia Università della Santa Croce di Roma.

La pietra dello “Scandalo”

L’incarico di consulenza a Gabriele Rossi nell’ambito del progetto “Abruzzo 2020 Sanità Sicura avrebbe urtato le sensibilità e gli animi dell’opposizione. Nell’interrogazione presentata dal Pd si legge quanto segue:«Nell’ambito del progetto di cooperazione sanitaria denominato: Abruzzo 2020 Sanità Sicura, tra regione Abruzzo e Israele è stato istituito un gruppo di lavoro per la sua attuazione con durata triennale 2013-2016. Il progetto avrà come soggetto capofila la Asl di Pescara ed il gruppo di lavoro sarà composto dalle quattro aziende sanitarie regionali, dalle due Facoltà di Medicina e Chirurgia delle due Università Abruzzesi di Chieti-Pescara e L’Aquila, dall’ASR Abruzzo e dal dr. Gabriele Rossi in qualità di “Project Manager. Quello che chiediamo di conoscere attraverso l’interrogazione  è  se  l’incarico oneroso (ammonta ad un totale di euro/annui pari a 72.000 più iva, che sarà posto a carico ed in parti eguali a carico delle quattro aziende sanitarie abruzzesi, ovvero Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila, Asl Lanciano-Vasto-Chieti, Asl Pescara e Asl Teramo) al  dr. Gabriele Rossi appare opportuno dal punto di vista professionale e curriculare e trasparente dal punto di vista procedurale; se le competenze del dr. Gabriele Rossi sono appropriate e corrispondenti ai compiti che dettagliatamente sono stati definiti ed individuati all’articolo 1 dello schema di contratto di cui alla Delibera n. 734 del 28.05.2013 del Direttore Generale della Asl di Lanciano-Vasto-Chieti».

Presto fatto

Il Pd chiede e noi interveniamo. Abbiamo posto 10 domande sulla questione al presidente Chiodi che ci ha risposto in maniera serena. 

L’incontro con Gianni Chiodi

 

Presidente, Lei ha dato un incarico, nell’ambito del progetto di cooperazione sanitaria “Abruzzo    2020   Sanità Sicura”, a Gabriele Rossi.

Non ho dato un incarico. Ho verificato la disponibilità di Rossi nei giorni successivi alla visita istituzionale dell’ambasciatore israeliano a l’Aquila l’8 agosto 2012 nella quale quello stato si è reso disponibile ad aiutarci per la rete dell’emergenza-urgenza nella quale – come nella rete percorso nascita, delle cure palliative, etc.  – si sta cercando da mesi di dare una regolamentazione dove non c’è mai stata. Gabriele Rossi è un giornalista, dirigente di relazioni istituzionali e formatore. Fino al 2004 ha lavorato a Roma nel Gruppo IRI come project manager in progetti internazionali in collaborazione con la Fondazione Italia-Giappone.
Nell’agosto 2012 chiesi a Rossi se fosse disponibile a curare i rapporti con Israele in vista del progetto. Ottenni il suo assenso verbale. E non solo: Rossi – com’è nel suo stile – si mise all’opera ed ebbe un primo incontro a l’Aquila con il direttore generale asl Silveri alla vigilia di ferragosto. Continuò ad elaborare report di progetto avvalendosi del suo ruolo istituzionale di membro della Commissione Regionale Sussidiarietà (non retribuito).  Il 6 settembre 2012 convocai la prima riunione ufficiale sul progetto a l’Aquila con i quattro direttori generali delle ASL con la dirigente della Direzione Sanità e con gli esperti israeliani. Rossi preparò la riunione, tenne una relazione di coordinamento progettuale coinvolgendo tutti i presenti.  Tutto questo senza retribuzione e senza rimborso spese. I direttori generali delle ASL si impegnarono a conferire a Rossi un incarico come manager del progetto e riferimento istituzionale della sanità abruzzese per Israele.
Nel novembre del 2012 scrivo alla ASL di Pescara capofila del progetto una lettera nella quale segnalo Rossi come figura ideale da incaricare come manager del “Progetto Abruzzo 2020 Sanità Sicura”. Come professionista, Rossi avrebbe potuto prestare la sua opera anche per conto dell’Ambasciata di Israele in Italia. Conoscendolo da anni, ho pensato che in un progetto di tale portata sarebbe stato onorato di stare dalla parte dell’Abruzzo. Anche a costo di un onorario inferiore e di basse strumentalizzazioni politiche…nemo propheta in patria sua.
 
Lo “scandalo” parrebbe l’assegnazione dell’incarico a Rossi.
 
Scandalo?

Conferma la somma di 6mila euro al mese per tre anni che Rossi percepirà?

Rossi ha ricevuto l’incarico a far data dal 1° giugno ( due asl su 4 ancora non completano l’iter procedurale). Considerando che presta la sua opera dall’agosto 2012, lavora per l’interesse della sanità abruzzese da nove mesi. L’incarico sarà retribuito per i prossime trentasei mensilità per un importo lordo di Euro 1.500 per ciascuna ASL comprensive, si badi bene, di spese di viaggi, vitto, alloggio, etc.

Perché la scelta è ricaduta su Gabriele Rossi? 
 
Questa domanda va fatta ai direttori generali delle ASL che hanno partecipato alla riunione del 6 settembre 2012 in Regione a l’Aquila: nessuno si è opposto alla sua persona come manager del progetto. Anzi ho ricevuto complimenti anche scritti…
 
Rossi è suo amico?

Sì, è mio amico nel senso pieno del termine. 
 

L’opposizione non è convinta dell’utilità di questo progetto. Quali sono le finalità? 

Il PD dovrebbe sapere che in Toscana stanno lavorando da tempo sulla Rete di Emergenza-Urgenza ed hanno anche istituito il Nosme, Nucleo operativo sanitario regionale per le maxi emergenze, che opererà in maniera sinergica, garantendo l’efficienza della rete territoriale dei servizi, sia sul versante della prevenzione che su quello degli interventi in caso di calamità. Tra i compiti del Nosme c’è anche quello di organizzare programmi di formazione e informazione di maxiemergenze e difesa civile. E’ previsto che il Nosme possa avvalersi della collaborazione di soggetti istituzionali competenti in materia di maxiemergenze.  Della serie, se lo fanno loro va bene, se lo facciamo noi…
 
La nomina poteva essere fatta senza una gara pubblica?
 
Per la Direzione Generale di una ASL si tratta di un incarico a professionista di chiara fama per un ruolo ad hoc molto specifico: i rapporti con l’ambasciata di un paese estero per un progetto specifico molto circostanziato e per un importo onnicomprensivo lordo inferiore ai 20.000 euro. se hanno ritenuto che non fosse necessario far partire una gara pubblica…
 
La cosa che stupisce è che Rossi pare sia esperto più di media che di sanità.
 
Il ruolo di manager del progetto è diverso dal ruolo di medico o come dicono gli americani nell’ambito della medicina di emergenza-urgenza, Disaster Manager. Rossi è un Project Manager.
 
Lo rinominerebbe?
 
Lo risegnalerei. Ma la prossima volta non ad un direttore generale di una asl abruzzese ma all’Ambasciatore di Israele in Italia. Sono convinto che farebbe onore a tutti gli abruzzesi. 
 
 
 
Proprio in queste ore il Lobbista Gabriele Rossi scrive sulla sua bacheca facebook:«A molti fa comodo la situazione attuale, cioè uno scellerato patto di coalizione tra alcuni lobbisti che vogliono fare i lobbisti all’antica, cioè nell’ombra, e alcuni politici che preferiscono, discrezionalmente, tenere rapporti, si spera corretti, ma senza dare evidenze e trasparenza. Tutto questo non aiuta, né gli uni né gli altri, tanto meno la democrazia…». Potevamo chiudere l’articolo con una citazione migliore?
 
di Antonio Del Furbo

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