Politica d’Abruzzo: quanto ci fanno pena?

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Non c’è giorno che i ‘vostri’ politici non organizzano incontri, convegni e dibattiti sulle questioni più disparate. Diciamolo pure: inutili. Alle serate con questi risolutori del nulla preferisco la sagra della cipolla o dell’aglio. A settembre, dopo le vacanze in qualche località esotica, tornano a triturarci i maroni. Purtroppo.

Non c’è giorno che i ‘vostri’ politici non organizzano incontri, convegni e dibattiti sulle questioni più disparate. Diciamolo pure: inutili. Alle serate con questi risolutori del nulla preferisco la sagra della cipolla o dell’aglio. A settembre, dopo le vacanze in qualche località esotica, tornano a triturarci i maroni. Purtroppo. E siamo solo all’inizio di questa lunga, lunghissima campagna elettorale. Diciamocelo ormai, sono solo due a scontrarsi per la poltrona regionale: Luciano D’Alfonso e Gianni Chiodi. Ormai non ci va manco più di scherzarci su questi duelli finti completamente inutili. Ieri sera è stata la volta del gran maestro di cerimonie ed ex sindaco di Pescara Luciano D’Alfonso e Carlo Masci. La solita solfa. Il primo a parlare delle sue strategie europee ‘obamiane’ e il secondo a raccontare della politica vincente del centrodestra. Il modello sempre lo stesso: politici moderati da un direttore moderato. Nulla di nuovo sul fronte occidentale. Il popolo che ha partecipato ieri sera al dibattito sarà sicuramente convinto che la Befana esiste e arriva sempre dopo Babbo Natale. Ieri sera era difficile capire i ruoli.


 

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