Roma, vigili accusati di concussione: tangenti di 400 euro per cancellare multe

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Sotto attacco sono stati i locali della movida di San Lorenzo taglieggiati da quattro vigili che, per alcuni mesi, sono andati in giro a minacciare di multare gli imprenditori se non avessero pagato una tangente. Insomma, bustarelle proporzionate ogni volta al cinque percento della sanzione minacciata.

Ad essere stati indagati con l’accusa di concussione sono i funzionari della polizia municipale, appartenenti al II Gruppo Sapienza.

L’inchiesta è affidata al pm Claudia Terracina ed è nata dopo l’arresto di un vigile dello stesso gruppo, Claudio Franchini, finito in manette il 28 novembre dello scorso anno, quando è stato sorpreso a pretendere 400 euro dal proprietario del ristorante “Da Franco al vicoletto”, tra i più noti di San Lorenzo. A quel punto gli inquirenti hanno riaperto il fascicolo con le numerose denunce presentate dagli esercenti di attività di ristorazione nel quartiere.




Documenti che, in sostanza, hanno evidenziato come la macchina “tangentizia” messa in atto era frutto di un vero e proprio ‘metodo’ illegale. Nessun collegamento ci sarebbe tra il funzionario arrestato e gli indagati. Quest’ultimi avrebbero agito in modo autonomo, senza coordinarsi neanche tra loro, secondo quanto ricostruito dall’accusa. Episodi finiti nel mirino della Procura per fatti risalenti al periodo gennaio/febbraio 2018. Il costo delle mazzette partivano dai 300 euro per arrivare ai 400 euro.  

Il metodo

Secondo l’accusa i vigili prima individuavano un locale con grosse difficoltà nella gestione economica. Poi si presentavano dal ristoratore. A quel punto, in maniera diretta, proponevano lo scambio: dazione di denaro per non redigere una multa. Si trattava sempre di sanzioni salate perché avrebbero riguardato violazioni di norme sulla sicurezza sul lavoro. Prospettiva che avrebbe terrorizzato gli esercenti.

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