Spread the love

Dunque l’avviso delle conclusioni delle indagini per l’inchiesta che la ‘grande’ stampa, quella che conta per intenderci, si è affrettata nel definire ‘rimborsopoli”, è arrivata. L’inchiesta, sempre per capirci, che ha comunicato la propria nascita prima ai cittadini e poi ai diretti interessati.

Sono passati sei mesi da quella mattina in cui gli organi d’informazione hanno diffuso la notizia e, a quanto pare, le accuse per i 24 indagati sono rimaste cristallizzate a gennaio scorso. La Procura di Pescara ha chiuso le indagini su presunti rimborsi gonfiati rinviando a giudizio, tra gli altri, l’ex presidente della Regione Gianni Chiodi e l’ex presidente del Consiglio regionale abruzzese, Nazario Pagano, oltre ad ex assessori ed ex consiglieri regionali. Le indagini, che si sono sviluppate tra il gennaio 2009 e il dicembre 2012, hanno contestato reati di truffa, peculato e falso ideologico. 

Riccardo Chiavaroli su Facebook riflette:”Chiusa prima fase indagini, resto indagato per truffa da 20 € (venti) alla Regione. L’ho saputo, come mio diritto, da atti ufficiali della procura? No, l’hanno saputo i miei genitori dalle tv e dai giornali. Detto in latino: sistema giudiziario di m…a”.

Il 23 gennaio scorso anche Lorenzo Sospiri si servì del social network per chiarire la sua posizione in merito all’inchiesta:”Pubblico mio avviso di garanzia: 2010, 3 giorni al Vinitaly stand regione Abruzzo totale spesa 652: benzina Pescara – Verona circa 200 euro, autostrada circa 80 euro, mangiare circa 80 euro, dormire 110 euro circa, indennità circa 100 euro, totale 572 euro autorizzati. Differenza 82 euro, per non aver specificato che c’erano i collaboratori autorizzati, per 82 euro, mandi un avviso di garanzia? Chiedere prima no? Ops è iniziata la campagna elettorale”.

Cosicché si scoprì che ad un Mauro Febbo furono contestati quasi 800 euro per la partecipazione al Vinitaly e 19 euro all’ex consigliere regionale, Alessandra Petri. E ancora: 100 euro per dei Campari offerti dall’ex assessore Mauro Di Dalmazio in un viaggio istituzionale a Cernobbio e 200 euro per una cena di aragoste a Bari spese dall’ex vice presidente della Regione, Alfredo Castiglione.

Tutto qui? Puo’ essere. Come potrebbe essere che ci sia dell’altro di cui non si puo’ parlare. Fatto sta che, a quanto pare, le carte di credito a disposizione del presidente e del vice presidente, ad esempio, siano rimaste con un plafond quasi massimo. 

ZdO

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Segnalaci la tua notizia