Abruzzo, terra di Niko Romito, di politici e di cialtroni.

L’Italia è ormai condannata. Non c’è più spazio per le capacità, per i grandi uomini, per le grandi imprese. Oggi abbiamo a che fare con un’italietta a misura di Facebook, dove quattro cialtroni – senza averne le basi – commentano e analizzano fatti a loro sconosciuti.

Oserei dire cialtroni che, un tempo, disquisivano nei bar e nelle cantine sui massimi sistemi per poi affondare i loro ragionamenti in un Montepulciano o in un Chiaretto del Garda. E la serata terminava con l’oste che li cacciava a pedate. Oggi è tutto cambiato, ai cialtroni dell’epoca è stato dato in mano un mezzo potente: il Social. Una pagina digitale che li autodetermina in maniera inversamente proporzionale alla loro ignoranza. Accade, così, che alcuni raggiungono vette mai immaginate e si ritrovano – addirittura – a fare i ministri. Gli stessi che poi rappresentano i loro elettori.

Ecco, appunto, la politica.

In terra d’Abruzzo accade che lo chef e imprenditore, Niko Romito, venga travolto da una polemica “cialtronesca”, appunto, che va oltre. Non sta a me ricordare chi è Romito. È un uomo che a venticinque anni, in seguito alla morte improvvisa del padre, decide di abbandonare gli studi per divenire cuoco autodidatta e gestire, insieme alla sorella Cristiana, il ristorante Reale a Rivisondoli, originariamente nato come pasticceria di famiglia.

Nel 2011 Romito trasferisce il ristorante Reale in un ex monastero del 1500 a Castel di Sangro, rinominandolo “Casadonna” e inaugurando una scuola di cucina professionale. Nel 2013 fonda una rete di ristoranti-laboratori gestiti dai diplomati della scuola, con sedi a Milano e Roma. Tre anni dopo, nel 2016, presenta il progetto “IN-Intelligenza Nutrizionale”, protocollo scientifico di cucina studiato per il miglioramento della ristorazione negli ospedali. Dal 2017 gestisce, con la società Bulgari, tre ristoranti a Dubai, Pechino e Shanghai.

A un certo punto Romito decide di ampliare il progetto “Casadonna” trasformandolo – dice – in un “Campus di Ricerca e Alta formazione che ho deciso di realizzare a Castel di Sangro come naturale evoluzione della mia Accademia.”

Lo chef sogna:

“Un vero e proprio luogo dove i giovani possano vivere l’esperienza della formazione universitaria per divenire i pionieri di un nuovo linguaggio gastronomico in grado di rivoluzionare il mondo del cibo e della ristorazione collettiva. Perché è nella ristorazione collettiva che si gioca il futuro del cibo, che può divenire un grande fattore di sviluppo economico per il nostro Paese. Un sistema che fonda la sua visione sui valori della sostenibilità ambientale, dell’economia circolare, della salubrità del cibo e dell’accesso democratico delle risorse alimentari”.

Ed è per tutti questi motivi che la Regione Abruzzo decide, con un emendamento, di destinare un milione di euro al progetto. Che da una parte apre uno scenario di innovazione, dall’altra contribuisce, ancor di più, a pubblicizzare l’Abruzzo nel mondo.

L’emendamento

L’emendamento inserito nel “Sostegno alla ricerca in ambito nutrizionale” riconosce al primo comma:

“la valenza strategica per l’Abruzzo del progetto ‘Campus Ricerca e Alta Formazione Niko Romito’, incentrato sui temi dell’innovazione nella trasformazione alimentare, della responsabilità sociale e della salute attraverso la ricerca, lo sviluppo e la diffusione di nuove metodologie e processi da applicarsi all’ambito nutrizionale collettivo per garantire un cibo più salubre, sostenibile ed accessibile”.

Dunque si arriva al secondo comma:

“Per le finalità di cui al comma precedente, nel rispetto della normativa europea in materia di Aiuti di Stato del Regolamento Ue per aiuti alla ricerca e previa comunicazione ex ante alla Commissione europea, la Regione Abruzzo contribuisce con un finanziamento di 1 milione di euro da imputarsi sul Gruppo Vincolato n. 975, alimentato dal capitolo di entrata 44050”.

È chiaro, quindi, che i fondi arrivano direttamente dall’Europa e, cosa più importante, sono vincolati. Ciò significa che quei fondi possono essere spesi solo e soltanto per progetti d’innovazione.

La polemica politica

Peccato, però, che proprio la politica, che dovrebbe riconoscere un ruolo importante all’innovazione guardando a progetti di lungo termine, sia inadatta a ricoprire un così importante ruolo di rappresentanza. Accade così che il 21 dicembre scorso il Consiglio regionale salta per mancanza di numero legale, con la maggioranza di centrodestra che va sotto al momento di votare l’emendamento. A far mancare il numero legale è la Lega con 5 consiglieri abbandonano l’Aula: si tratta di Vincenzo D’Incecco, Simona Cardinali, Antonio Di Gianvittorio, Emiliano Di Matteo e Manuele Marcovecchio.

“I Ristoratori abruzzesi devono ancora ricevere ristori da Stato e Regione con il Cura Abruzzo e con risorse abruzzesi si destina un milione di euro al famoso chef stellato abruzzese Niko Romito”, tuona il consigliere Pd Pierpaolo Pietrucci che, evidentemente, non ha nemmeno letto il documento. E sconvolgente sono anche le dichiarazioni di Silvio Paolucci, capogruppo Pd in Consiglio regionale: “La maggioranza di centrodestra ha deciso di investire finalmente sul comparto enogastronomico abruzzese, sostenendone le eccellenze e gli istituti formativi? Benissimo, ma che questa scelta sia più coraggiosa e ricomprenda anche gli altri enti, pubblici e privati, riconosciuti dalla Regione Abruzzo e i ristoratori che a causa della pandemia hanno i locali e personale bloccati e senza introiti da mesi“. E che c’azzeccano i ristoratori con la Ricerca?

Niko Romito: “La Regione è libera o meno di appoggiare l’iniziativa”

Nonostante la politica continui a non capire, Romito non si perde d’animo e tenta di spiegare, con un lungo post su Facebook, lo spirito del suo progetto.

“Quando lo scorso febbraio la mia regione ha inteso riconoscermi il titolo di miglior ambasciatore d’Abruzzo per il lavoro ventennale svolto a vantaggio della reputazione nel mondo della nostra terra sono stato davvero orgoglioso. In quella circostanza ho condiviso pubblicamente nel mio intervento di ringraziamento, di fronte alle massime cariche istituzionali, l’ambizione di questo nuovo progetto. Da parte loro ho ricevuto l’interesse di essere partner attivi di questa iniziativa, consentendo all’Abruzzo di divenire la prima regione in Europa a partecipare alla definizione di un nuovo modello di ristorazione collettiva che potesse produrre i suoi benefici sulla salute delle persone che mangiano nelle mense (ospedaliere, aziendali, scolastiche), alle filiere agricole, all’economia in generale di un’area interna e svantaggiata come quella dell’Alto Sangro.

Soldi e partner

Questo progetto ha certo bisogno di investimenti e di importanti partner per essere realizzato, oltre all’impegno del mio gruppo che ha la forza e la volontà di realizzarlo a prescindere dai sostegni pubblici. Il Consiglio Regionale attraverso la scelta dai suoi componenti è libero di valutare l’opportunità o meno di affiancare il nome della Regione Abruzzo a questa iniziativa. Non voglio che l’idea del Campus, al quale desidero dedicare parte considerevole della seconda fase della mia vita di uomo e di imprenditore, venga sporcato al suo nascere da una disputa politica e dalle inevitabili polemiche di parte che già vedo innescate. Ringrazio che ha inteso valutare questo progetto come meritevole di considerazione e sarò sempre disponibile ad aiutare l’Abruzzo, gli abruzzesi e l’economia di questo territorio a svilupparsi, ma solo in uno spirito di reale e concreta comprensione delle motivazione e degli scopi delle mie iniziative.

Non posso e voglio essere un motivo di divisione, perché mi sento davvero un figlio amato del mio Abruzzo, come in questi giorni tanti pescaresi mi stanno dimostrando con un affetto commovente. Per questo motivo mi auguro che la politica sappia trovare o le ragioni dell’unità comprendendo il valore di questa visione o la responsabilità di evitare sul mio nome, nome che rappresenta tutto l’Abruzzo nel mondo, una inutile battaglia di parte.

Marsilio: “Orgoglioso di Niko Romito”

A stretto giro, arrivano anche le dichiarazioni del governatore d’Abruzzo, Marco Marsilio.

“L’Abruzzo è orgoglioso di averti quale suo ambasciatore proprio in virtù dei valori che porti avanti con determinazione, professionalità e, non ultima qualità, con una sensibilità fuori dal comune. Uno degli aspetti più qualificanti del tuo progetto – dare vita a un Campus di Ricerca e Alta formazione a Castel di Sangro – propone un innovativo modello di ristorazione collettiva, in grado di far sentire i propri benefici sulla salute delle persone che mangiano nelle mense (da quelle scolastiche a quelle aziendali, sin anche a quelle ospedaliere), sulle filiere agricole e più in generale, come giustamente hai sottolineato nella tua nota, sull’economia di un’area interna, qual è l’Alto Sangro, che ha estrema necessità di imprenditori disposti a credere nelle potenzialità di un territorio a lungo trascurato.

Mi associo, pertanto, al tuo auspicio e lo faccio mio: è giusto che l’intero consiglio regionale comprenda e condivida l’importanza di questo progetto, che consentirebbe alla nostra regione di essere la prima regione in Europa a partecipare alla definizione di un sistema che fonda la sua visione sui valori da te richiamati – la sostenibilità ambientale, l’economia circolare, la salubrità del cibo e l’accesso democratico delle risorse alimentari – e che può contribuire a produrre effetti positivi per l’intero settore. Sono certo, pertanto, che la politica saprà accantonare una querelle che appare quanto mai stonata e fuori luogo e che i consiglieri regionali sappiano ritrovarsi al fianco di una eccellenza abruzzese che è nostra alleata nell’impegno a far crescere la nostra regione, rendendola più attrattiva e moderna.

Il tutto, sia chiaro, senza far mancare il sostegno della Regione Abruzzo al mondo della piccola e media ristorazione nel suo complesso, al quale siamo stati, siamo e saremo sempre vicini, ben consapevoli delle sofferenze che stanno vivendo.

Mi pare di capire.

Mi pare di capire, dunque, che chi ha votato contro l’iniziativa ha profonde lacune culturali sulla vicenda. È bene che certi rappresentanti studino e prendano a cuore le opportunità del territorio che sono chiamati a rappresentare. Viceversa possono andare nelle cantine a fare due chiacchiere con l’oste. Almeno fino a quando non li cacciano fuori.

Ma l’Abruzzo, e Niko Romito, merita questa politica?

di Antonio Del Furbo

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Di Antonio

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