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Affidi: chiesto un decreto legge urgente. La diffida ad adempiere al Governo Draghi sugli allontanamenti dei bambini

Affidi: chiesto un decreto legge urgente. La diffida ad adempiere al Governo Draghi sugli allontanamenti dei bambini

L'avvocato Priolo ha diffidato l'esecutivo di Mario Draghi ad adempiere con un decreto legge sulla questione degli affidi

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La richiesta è stata fatta davanti piazza Montecitorio l’8 luglio. A chiederlo l’avvocato Carlo Priolo presidente dell’associazione Verità altre.

“Rilevato che l’Ill.mo Pres. del Consiglio dei Ministri Prof. Mario Draghi ha dichiarato che il principale dovere cui siamo chiamati, tutti, ‘io per primo come Presidente del Consiglio’, è di combattere con ogni mezzo la pandemia e di salvaguardare le vite dei nostri concittadini” l’avvocato Priolo diffida “l’attuale Governo in carica e per esso l’Ill.mo Presidente del Consiglio dei Ministri della Repubblica Italiana” a revocare “tutti i provvedimenti giudiziari ed amministrativi che hanno disposto l’allontanamento coatto dei figli dai genitori biologici con ogni adoperata locuzione che di fatto genera la sottrazione di esiziale ostacolo ad ogni prevenzione”.

La diffida

Priolo chiede di disporre, nei provvedimenti, “la immediata esecuzione con responsabilità diretta e personale del Sindaco della città interessata, che potrà delegare le relative incombenze ma ne resta il responsabile esclusivo”. “L’abolizione dei garanti dell’infanzia e dell’adolescenza regionali e nazionale” oltre all’“abolizione degli uffici dei Servizi sociali dei comuni e la costituzione in ogni Regione di una struttura organizzativa autonoma alle dirette dipendenze della Presidenza della Giunta regionale e tutti i componenti della struttura devono possedere un diploma di laurea, cercando il più possibile di rappresentare tutte le materie di studio universitario. La costituzione della struttura organizzativa dovrà avvenire senza nuove assunzioni ma valorizzando i dipendenti regionali e degli enti locali laureati per un lavoro di altissimo profilo professionale a difesa della conservazione della specie umana”.

In piazza con l’avvocato Priolo anche Giada Giunti, la donna che non riesce a vedere il proprio figlio e che recentemente il giudice vuole arrestare.

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