Bergamo: scopre dove hanno cremato il padre quando riceve la fattura di 777 euro

Bergamo: scopre dove hanno cremato il padre quando riceve la fattura di 777 euro

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Non credo, e non ho mai creduto, che dopo questa drammatica esperienza legata alla pandemia da covid, le cose sarebbero cambiate.Viviamo in un sistema economico che non permette l’approccio umano alla vita. È un sistema che, molto semplicemente, non attribuisce all’anima nessun valore di Pil. Ed è per questo che anche la morte non è altro che un business molto profittevole. Null’altro.

Se fossimo immersi in un sistema ad alto impatto valoriale umano non avremmo dovuto assistere, per nessuna ragione al mondo, alla “deportazione” di cadaveri bergamaschi in camion dell’Esercito. Avremmo dovuto avere qualcuno, magari un presidente del Consiglio, magari un ministro, che si sarebbe dovuto alzare dalla poltrona in pelle e assicurare una degna sepoltura a queste persone. Ciò, ovviamente, non è accaduto. E le famiglie, tutte, hanno dovuto assistere, impotenti, e senza poterli nemmeno salutare per l’ultima volta, alla Via Crucis di bare. In un silenzio assordante delle istituzioni.   

“Un mese che te ne sei andata…manchi un sacco. Mi mancano le tue risate, il tuo modo di canticchiare. Manca vederti mentre facevi le tue adorate parole crociate…manchi in tutto!!! Ovunque tu sia ti mando un grosso bacio e un enorme abbraccio, quelli che non ho potuto darti quando te ne sei andata.” È una dei tanti post “affissi” sulla pagina Facebook “Noi denunceremo”, gruppo nato con lo scopo di “assicurare giustizia e verità per dare pace ai nostri morti”.

All’umanità, all’amore, all’amicizia, il 19 marzo scorso si è opposto una grigia colonna di mezzi dell’Esercito che, dal cimitero di Bergamo, portavano via 70 bare. Destinazione: forni crematori di altre regioni.

A quel dolore straziante, oggi, se ne aggiunge un altro per le famiglie di Bergamo. “Lo Stato chiede ai bergamaschi il costo della cremazione delle loro vittime” riferisce Roberto Calderoli, esponente della Lega.

“Le famiglie di Bergamo che non hanno potuto salutare e seppellire i propri cari uccisi dal Coronavirus nelle tragiche settimane di massimo picco adesso si stanno vedendo recapitare le fatture per il trasporto, fuori Regione, delle salme dei propri cari inviate nei cimiteri di Ferrara, Modena ecc per la cremazione”, attacca il vice-presidente del Senato. “E a battere cassa non sono dei privati insensibili, ma è lo Stato italiano”.  

E sulla vicenda vuole vederci chiaro anche il deputato di Italia Viva, Maria Chiara Gadda. Il Governo e la Regione Lombardia facciano subito luce e diano spiegazioni” spiega. “I cittadini di Bergamo che hanno visto i propri cari deceduti portati in altre città per la cremazione hanno ricevuto a casa le spese di cremazione e di trasporto, con tanto di fattura.

Tutti abbiamo visto le immagini delle bare portate via dai camion dell’Esercito, è necessario fare subito chiarezza per non aggiungere umilianti disagi a chi ha già subito il dolore indicibile di perdere una persona cara, spesso senza neanche poterla salutare. Chi ha chiesto loro le spese? A che titolo?”

Situazioni che, semplicemente, non dovrebbero accadere. Perché, una volta accadute, moralmente è difficile riparare. “Ogni volta che penso a quella tassa”, dice Cristina in un’intervista rilasciata alla Rai, “penso al viaggio che ha fatto il mio papà. Quindi penso che forse anche io avrei voluto fare quel viaggio con la cassa da morto di mio padre”.

Per settimane, tra l’altro, la ragazza non sapeva dove il corpo del papà fosse finito dopo esser stato caricato su quei carri militari in silenziosa sfilata. Quando è arrivata l’ignominiosa fattura di 777,47 euro lo ha potuto scoprire: si tratta della città di Ferrara. Una situazione che ha riguardato ben 936 vittime del Coronavirus, seppellite lontano da casa per carenza di spazio nei cimiteri. “Siamo tantissime persone”, racconta ancora Cristina. “Abbiamo quasi tutti la stessa storia. C’è anche chi ha avuto storie peggiori. C’è chi ha avuto urne perse, chi ha avuto bare che non si sono trovate, se non dopo una o due settimane, perché i cimiteri sono nel caos”.

Questo è Stato. Purtroppo.

di Antonio Del Furbo
antonio.delfurbo@zonedombratv.it

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