Christine-Lagarde
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Al suo insediamento la neo presidente della Banca centrale europea aveva subito dato contezza della sua inadeguatezza. “Non siamo qui per ridurre gli spread, non è compito nostro” ha affermato nei giorni scorsi Christine Lagarde rispondendo, indirettamente, alla “richiesta” dell’Italia di una collaborazione per la gestione della pandemia da coronavirus.

L’incapace presidente ha provocato, manco a dirlo, un disastro in pochi minuti: Milano ha perso il 16,92%, Francoforte il 12,24%. Parigi e Londra rispettivamente l’12,28% e l’10,93%. Una mossa che ha scatenato l’ira persino del “sempre tranquillo” presidente Mattarella: “L’Italia sta attraversando una condizione difficile e la sua esperienza di contrasto alla diffusione del coronavirus sarà probabilmente utile per tutti i Paesi dell’Unione europea. Ci si attende quindi, a buon diritto, quanto meno nel comune interesse, iniziative di solidarietà e non mosse che possono ostacolarne l’azione”.

Parole che, probabilmente, hanno fatto tremare il grattacielo della Bce al punto che i burocrati della Banca hanno deciso “un nuovo quantitative easing di dimensioni massicce, 750 miliardi di euro di titoli da acquistare per sconfiggere l’emergenza economica innescata dal coronavirus”.

Il risveglio di Lagarde

In sostanza Christine Lagarde, svegliatasi da un torpore atarissico, spiega al modo intero che “Tempi straordinari richiedono azioni straordinarie”. E aggiunge: “Non ci sono limiti all’impegno della Bce per l’Euro”. Dunque, in poche ore, la francese (e inadeguata Lagarde) rinnega ben due sue posizioni: quella sullo spread e quella che l’aveva vista in contrapposizione sul ‘whatever it takes’ di Mario Draghi.

La ‘Pandemic Emergency Purchase Programme’ è un nuovo quantitative easing che mira a mettere all’angolo i mercati e dare ossigeno a famiglie e imprese dopo che i 120 miliardi in più della scorsa settimana avevano deluso. La Bce comprerà titoli pubblici e privati, inclusi i titoli greci e i ‘commercial paper’ come ha annunciato la Fed: le cambiali, i prestiti a breve che tengono in vita molte aziende e che l’effetto dirompente del coronavirus sta mandando in tilt. Una montagna di soldi che verrà utilizzata “finché la Bce non giudicherà che la crisi del Covid-19 è finita, ma in ogni caso non terminerà prima di fine anno”. Saranno permesse “fluttuazioni nella distribuzione dei flussi di acquisto nel tempo, fra classi di asset e giurisdizioni”. Pertanto gli acquisti potranno mirare a far crollare lo spread dei Btp o dei titoli francesi.

La “commozione” umana probabilmente c’entra poco. Infatti a costringere la Bce ad agire è stata la fiammata dello spread italiano sopra 320, nonostante l’Eurotower – tramite Bankitalia – da giorni stesse comprando Btp a pieno ritmo. E per gli investitori si stava materializzando il rischio di una spirale senza ritorno. Non di poco conto nemmeno la spinta della Francia che ha sollecitato una riunione d’emergenza.

Forse perché anche la Francia è sotto attacco pandemico?

Lagarde, diciamo la verità, teme anche la tenuta dell’Eurozona. Una mossa che di fatto mira a cancellare il consiglio direttivo della scorsa settimana, accolto male dagli investitori, specie in Italia per la frase “non siamo qui per chiudere gli spread”. E una mossa che di fatto toglie le castagne dal fuoco, per ora, ai governi.

“L’Europa batte un colpo! Forte, sonoro, adeguato alla gravità dell’emergenza sanitaria che stiamo affrontando e dello shock economico che ne consegue. Bene la BCE”. Lo scrive su Twitter il presidente del Consiglio Giuseppe Conte.

Niente di nuovo nella storia di Christine Lagarde che, già in passato, ha combinato disastri con la Troika in Grecia.  

 

di Antonio Del Furbo

Di admin

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