Ciro Grillo, il quadro si fa grave per gli indagati

La vicenda Grillo si tinge di nuovi particolari scabrosi. E la posizione degli indagati appare più torbida.

Nell’inchiesta per stupro in cui è coinvolto Ciro Grillo, il figlio del Garante dei 5Stelle, insieme ad altri tre suoi amici, si legge di “schiaffi sulla schiena e sulle natiche” della ragazza. La donna che poi ha denunciato tutto ai carabinieri della Compagnia Duomo di Milano, al suo ritorno dalla Sardegna, una settimana dopo il presunto stupro di gruppo nella villa Beppe Grillo, a Porto Cervo, il 17 luglio del 2019.

La giovane, insieme alla mamma, otto giorni dopo si era presentata alla clinica Mangiagalli di Milano per farsi visitare. Subito dopo ha denunciato i quattro giovani della Genova bene: oltre Ciro, Edoardo Capitta, Francesco Corsiglia e Vittorio Lauria. Il fascicolo, alla luce dei racconti che gli indagati hanno fornito il 15 aprile scorso al procuratore capo Gregorio Capasso e al sostituto Laura Bassani, si è arricchito di nuove informazioni. Tra queste il video di cui parla Beppe Grillo nel suo intervento diventato virale.

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Il quadro indiziario sarebbe cambiato.

Per alcuni in peggio, per qualcuno in meglio. La Procura si è presa ancora un mese di tempo. Entro tale termine sarà depositato in cancelleria un nuovo avviso conclusione indagini preliminari (il 415 bis). Poi gli avvocati avranno 20 giorni per (ri)chiedere ulteriori interrogatori o depositare nuove memorie difensive.

Non arriverà in tempi brevi alcuna richiesta di processo da parte della procura, né di archiviazione.

E per il pronunciamento del giudice per l’udienza preliminare se ne parlerà in estate. Il rallentamento giudiziario si sarebbe resa necessario il 15 aprile scorso, dopo le dichiarazioni rese ai magistrati dai quattro. In particolare, Corsiglia (figlio di un noto cardiologo) assistito dal suo avvocato, avrebbe ribadito che intorno alle 6 del mattino del 17 luglio 2019 avrebbe avuto “un rapporto sessuale consenziente” con la ragazza italo-svedese. E prima che questa bevesse una bottiglia di vodka: “Senza costrizione, ma per sfida, per dimostrare che era in grado di reggere l’alcol”, ha dichiarato Lauria, il meno abbiente dei quattro. Il sesso di gruppo sarebbe avvenuto dopo le 9 del mattino, con la ragazza ubriaca. E per stabilire quanto fosse in stato di ebrezza o invece capace di intendere e di volere, Beppe Grillo ha ingaggiato un medico legale, Marco Salvi. Inoltre, avrebbe chiesto “un’indagine conoscitiva sulla vita della ragazza”. Corsiglia non avrebbe partecipato allo stupro di gruppo: “Dopo aver fatto sesso, sono andato a dormire”, ha precisato ai pm.

L’altro capo di imputazione è la violenza sessuale ai danni di Roberta: Ciro, Capitta e Lauria si sono immortalati mentre la oltraggiavano quando dormiva.

Di Antonio

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