Vincenzo Boccia sul Decreto fiscale

Decreto fiscale, manette e carcere per gli imprenditori. Confindustria: “misure pensate per la mafia”

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All’annuncio del governo di voler fare piazza pulita di tutti quelli che non arrivano a pagare le tasse, le associazioni di categoria non hanno battuto ciglio. Oggi, finalmente, da Confindustria arriva una netta condanna sul Decreto fiscale.

Ma, probabilmente, l’ira dell’Associazione degli industriali arriva fiori tempo massimo. A cose fatte. Confindustria esprime “la profonda preoccupazione per il continuo ampliamento della sfera penale ai fatti economici”. La Confederazione generale dell’industria italiana sottolinea che “l’emendamento che riscrive l’articolo 39 del dl fiscale depositato dal governo, se da un lato affronta alcune delle criticità che avevamo evidenziato in audizione, dall’altro vanifica questi miglioramenti, estendendo ulteriormente l’ambito applicativo del decreto 231 ai reati tributari”.

“È un approccio iper repressivo – si aggiunge nella nota – che moltiplica le sanzioni sulle stesse fattispecie. La confisca allargata resta comunque una anomalia, perché estende misure eccezionali pensate per la criminalità mafiosa a reati di natura completamente diversa e i correttivi apportati vengono completamente annullati dall’intervento in tema di responsabilità 231″. Dunque, Confindustria commenta: “Non è certamente questo proliferare di interventi penali, volti a criminalizzare il mondo dell’impresa, il modo corretto per combattere l’evasione e far crescere l’economia”.

Il Decreto fiscale ai nastri di partenza

Il via libera della Commissione Finanze della Camera al decreto fiscale è arrivato dopo 14 ore di lavori. Ora il testo passa all’Aula per la discussione generale. Il provvedimento che verrà esaminato dall’Assemblea, in prima lettura, scade il 25 e, pertanto, viene dato per certo il ricorso al voto di fiducia da parte del Governo. Durante la lunga maratona notturna la maggioranza si è divisa sulle correzioni al testo riguardanti l’inasprimento delle sanzioni penali per i reati tributari, con il sì di M5s, Pd e Leu e il no di Italia Viva. Resta l’innalzamento complessivo delle pene ma sarà meno consistente per i reati minori.  

Le contestazioni

In mattinata la discussione ha visto anche la contestazione di Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia. I gruppi hanno abbandonato i lavori della commissione in segno di protesta contro l’emendamento del governo sul carcere agli evasori e le norme sugli appalti. Altro punto di scontro all’interno della maggioranza il rinvio dell’applicazione della legge “spazzacorrotti” per equiparare le regole di trasparenza tra partiti e fondazioni. Anche in questo caso Italia Viva ha votato no, al contrario di M5s, Pd e Leu. “La decisione di rinviare l’applicazione della spazzacorrotti per equiparare le regole di trasparenza tra partiti e fondazioni è un clamoroso errore che la commissione ha fatto nottetempo col voto favorevole di M5s, Pd e Leu e il voto contrario di Italia Viva”, spiega il deputato di Italia Viva Luigi Marattin.

Fondazioni e partiti

Il ddl anticorruzione, cosiddetto “spazzacorrotti”, ha previsto obbligo di totale trasparenza per le donazioni ricevute dai partiti e ha esteso le stesse norme anche alle fondazioni collegate ai partiti o che destinino più di 5000 euro l’anno a finanziare attività politiche. Con le nuove norme si potranno dare contributi, prestazioni gratuite o altre forme di sostegno alle fondazioni solo acconsentendo alla pubblicità dei relativi dati, conservati in apposito registro. 

La lunga notte

La maratona notturna ha prodotto una spaccatura nella maggioranza (Iv ha votato contro) sulle correzioni al testo riguardanti l’inasprimento delle sanzioni penali per i reati tributari. Tra le misure approvate lo stop alle sanzioni per i negozianti senza pos, il rinvio delle multe per chi non si adegua a nuove regole seggiolini, la Rc Auto familiare anche per moto e scooter, l’Iva al 5% per gli assorbenti lavabili fino al modello 730, per l’invio del quale i contribuenti avranno tempo fino al 30 settembre. 

La spaccatura sul carcere per gli evasori

La commissione Finanze della Camera, dopo una sospensione dei lavori, ha fatto scattare il semaforo verde per le norme sul carcere agli evasori. La maggioranza si è però spaccata: Italia Viva ha infatti votato no. Resta l’innalzamento complessivo delle pene ma sarà meno consistente per i reati minori.

Ritenute negli appalti

Trovato l’accordo sulle norme che riguardano le ritenute e le compensazioni degli appalti. In particolare viene previsto che a versare le ritenute saranno direttamente le società appaltatrici, subappaltarici affidatatrie della realizzazione dell’opera. La nuova procedura si applica ai contratti di appalto o subappalto superiori ai 200.ooo euro annui.

Calendario fiscale

Tra gli emendamenti approvati quello della variazione del calendario fiscale. Per l’invio del modello 730 i contribuenti avranno tempo fino al 30 settembre. A utilizzare il 730, oltre ai lavoratori dipendenti e ai pensionati, saranno anche i titolari di redditi assimilati a quello di lavoro dipendente senza limitazioni e ai titolari di redditi di lavoro autonomo con la sola esclusione di quelli derivanti dall’esercizio di arti e professioni e di impresa non occasionali. Quanto alle scadenze, si introduce un “termine mobile” per i conguagli che arriveranno con la prima retribuzione utile e, comunque, con quella di competenza del mese successivo a quello in cui il sostituto ha ricevuto il risultato contabile.  

Buono di 100mila euro per chi ha perso la casa

“Buone notizie per chi purtroppo ha visto la sua casa messa all’asta per non aver potuto pagare negli anni passati le rate del mutuo. Grazie a un mio emendamento – ha spiegato il deputato dem Claudio Mancini – le banche, in via eccezionale e con una soluzione una tantum, dovranno accordare un mutuo fino a 100 mila euro anche per chi ha perso la casa”.

Arrivano 200 milioni per personale sanità

L’emendamento del Pd pone fine alla stretta sulle assunzioni che ha penalizzato il Ssn e realizza il cambiamento fondamentale per il nuovo Patto per la salute. L’aumento del tetto di spesa per il personale dal 5 al 10% nel triennio 2019-2021 corrisponde ad un incremento di 200 milioni di euro.

Rc auto familiare

Grazie ad un emendamento a prima firma Andrea Caso, si potrà beneficiare della fascia assicurativa più bassa fra tutti i veicoli di proprietà del nucleo familiare. Nel caso si possieda un motorino in 14esima fascia e un’auto in prima, a partire dal prossimo rinnovo dell’assicurazione anche per il motorino si passerà in prima fascia.

Rinvio multe per chi non si adegua a nuove regole seggiolini

Vengono rinviate al 6 marzo le multe per chi non si adegua alle nuove norme sui seggiolini auto per i bambini. Aumentano da uno a 5 milioni gli stanziamenti previsti nel 2020 per le agevolazioni sotto forma di credito di imposta.

Incentivo air-bag per moto

Dal 2020 si potrà detrarre fino a 250 euro “per l’acquisto di dispositivi di protezione individuale moto airbag». Per il provvedimento sono stati stanziati fino a 30 milioni di euro all’anno.”

Cancellata la tassa sui biliardini

Biliardini, gru per vincere palloni, pelouche o dolcetti e tutti gli apparecchi che non consentono di vincere denaro di qualsiasi entità, non faranno scattare l’obbligo di iscrizione al Registro unico degli operatori del gioco pubblico. 

Tassa sui container

L’obiettivo è quello di tutelare la sicurezza collettiva, l’ordine pubblico, le esigenze finanziarie dello Stato e le entrate Comunitarie. A riscuoterla e liquidarla sarà direttamente l’agenzia delle Dogane.

Entro 2026 stop treni con toilette a scarico aperto

Dal primo gennaio 2026 i treni con le toilette a scarico aperto non potranno più circolare. La proposta prevede una dismissione progressiva nel tempo.

Commercialisti di Milano

“Il proliferare di interventi penali, pur perseguendo finalità condivise da tutti, non costituisce, a nostro avviso e in questo momento, la soluzione corretta. E anzi, rischia di inasprire il rapporto tra il contribuente e lo Stato, già compromesso, per l’eccesso di pressione fiscale e burocratica. Una misura simile potrebbe avere senso solo se inserita all’interno di una più ampia riforma fiscale, che consentisse finalmente coerenza e stabilità e una maggiore sostenibilità per le imprese”. A pensarla così la presidente dell’Ordine dei commercialisti di Milano Marcella Caradonna, commentando il Decreto fiscale. “Tenendo anche conto che stiamo vivendo un momento di stagnazione economica, il provvedimento potrebbe condurre addirittura a conseguenze, anche sociali, che non sono certamente nell’intento del Legislatore, per cui confidiamo, ancora una volta, nel riesame del testo in Parlamento”.

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