Donatella Tesei: la nuova governatrice della Regione Umbria

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La candidata del centrodestra Donatella Tesei, ora presidente di Regione, ha sessantuno anni, è avvocato, ed è stata per dieci anni sindaco di Montefalco, comune di 5.500 abitanti noto per la produzione di vino.

“Ridiamo futuro alla Regione partendo dal lavoro”

Queste le prime parole della governatrice: “Voglio ringraziare gli umbri per la prova di maturità e coraggio non era facile nè scontato ma girare per la regione mi ha dato forza coraggio e determinazione perché vedevo negli umbri la necessita di un cambiamento”. Ora dobbiamo “ridare futuro a questa regione partendo dal lavoro e dall’economia. Ci sarà una squadra all’altezza per gestire questo compito. Lo faremo con forza e serietà”

Da Montefalco al Senato: la carriera di Donatella Tesei

Tesei è originaria di Foligno, sposata e madre di due figli, nel 2018 è stata eletta al Senato in quota Lega e lo scorso giugno è stata nominata presidente della Commissione Difesa. La coalizione che l’ha sostenuta è formata da Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia e due liste civiche (Umbria civica e Tesei presidente), mentre ‘Cambiamo’, il partito fondato da Giovanni Toti, non ha partecipato alla corsa pur sostenendola. La sua candidatura è stata voluta proprio il leader leghista Matteo Salvini. Gli attacchi dei suoi avversari politici, da Luigi Di Maio a Nicola Zingaretti, che le hanno rinfacciato di aver governato male Montefalco, lasciando un buco di due milioni di euro, non sono bastati a impedire la sua vittoria. Da parte sua la nuova governatrice in campagna elettorale ha promesso soprattutto lavoro: “Abbiamo tassi di disoccupazione altissimi, una denatalità enorme. Stiamo al Centro, ma i numeri sono quelli di una Regione del Sud. Dovremo andare a scavare nel bilancio e tutto ciò che se ne ricava va messo a sostegno delle imprese perché creino posti di lavoro”. E ha indicato nell’Alta Velocità una priorità del suo programma: “Non dobbiamo farci scappare l’Alta velocità. Altre Regioni sono partite 10 anni fa, noi ora siamo tagliati fuori”.

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