L’Umbria rossa non esiste più. E il merito va, ovviamente, al Partito democratico in primis e al Movimento 5 stelle. La regione vira in maniera più che netta a destra ed elegge come nuovo presidente Donatella Tesei, candidata leghista. Oltre alla Lega a fare un exploit è infatti Fratelli d’Italia che ottiene il 10,4% dei voti.

Gli exit poll e le proiezioni di Consorzio Opinio per la Rai e di Swg per La7 hanno da subito delineato la netta vittoria dell’alleanza che sosteneva la Tesei, confermando le previsioni della vigilia. Una vittoria netta con un margine di oltre 20 punti percentuali sull’esperimento di alleanza giallo-rossa a sostegno di Vincenzo Bianconi (Pd, M5S, Sinistra civica verde, Energia verde) che si è fermato sotto il 40%.

È un voto che sicuramente avrà pesanti ripercussioni sul governo. Si tratta di un risultato negativo molto negativo per l’alleanza giallo-rossa, i cui partiti peggiorano il dato delle Europee quando il Pd era arrivato al 23,98 per cento e i 5Stelle al 14,63. Il Pd fa registrare una leggera flessione, ma il calo è netto rispetto ai risultati che storicamente il partito ha ottenuto in regione. Ancora peggio il Movimento che oscilla tra il 7 e l’8%, dimezzato rispetto alle europee e addirittura 20 punti più basso del risultato delle politiche 2018. Dunque, per la prima volta nella storia, la giunta regionale umbra non sarà guidata dal centrosinistra. 

“A occhio fatta un’impresa storica” ha detto Matteo Salvini appena letto i primi sondaggi. Poi da Perugia è intervenuto al fianco della neogovernatrice Tesei. “Qualcuno stanotte a Roma avrà qualcosa su cui riflettere”, ha detto Salvini. “Gli italiani – ha aggiunto – non amano i traditori e i poltronisti”. “Qualcuno al Governo dovrebbe ritenersi abusivo” ha concluso l’ex ministro degli Interni.

Giorgia Meloni affida a Facebook il suo pensiero: “Espugnata la roccaforte della sinistra: ora liberiamo l’Italia!”. Il risultato di Fratelli d’Italia, che arriva al 10%, supera il M5s e doppia quasi Forza Italia, è “entusiasmante” per la leader del partito.

“Dall’Umbria dopo mezzo secolo una svolta storica – scrive su twitter Silvio Berlusconi, presidente di FI – anche nelle tradizionali Regioni rosse il centro-destra unito rappresenta l’ampia maggioranza degli elettori. La nostra alleanza è il futuro dell’Italia e ha il diritto-dovere di governare il Paese”

Andrea Marcucci del Pd spiega: “Sconfitta che impone una riflessione ben più approfondita sulle alleanze”. Anche il governatore della Toscana Enrico Rossi è critico: “Il voto della protesta grillina mal si amalgama con quello della sinistra riformista di governo”.

Il M5s è lapidario: “Il patto civico per l’Umbria lo abbiamo sempre considerato un laboratorio, ma l’esperimento non ha funzionato”.

Di diverso avviso il segretario Pd Nicola Zingaretti: “La sconfitta è netta e conferma una tendenza negativa del centrosinistra consolidata in questi anni in molti grandi comuni umbri che non si è riusciti a ribaltare – ha scritto su Facebook – Il risultato conferma, malgrado scissioni e disimpegni, il consenso delle forze che hanno dato vita all’alleanza”. “Ringrazio Bianconi per la sua generosità, per essersi messo a disposizione negli ultimi giorni utili e a tutti gli elettori e i militanti che si sono battuti in una condizione difficile se non drammatica in quella regione. Ovviamente – aggiunge Zingaretti – rifletteremo molto su questo voto e le scelte da fare, voto  certo non aiutato dal caos di polemiche che ha accompagnato la manovra economica del governo. Sicuramente anche se in una situazione difficile è stato giusto metterci la faccia e combattere. Organizzeremo l’opposizione in consiglio regionale e nella società per contrastare questa deriva”

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