Italia Spezzata: Il crollo dei ponti tra Abruzzo e Molise tra Fondi Fantasma e Tagli PNRR
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Abruzzo e Molise isolati: tra ponti crollati e ferrovie bloccate, emerge lo scandalo dei fondi stanziati ma mai spesi.

L’Apocalisse di Aprile: la cronaca di un isolamento annunciato

Mentre l’Italia si preparava all’esodo pasquale del 2026, la natura ha presentato un conto che la politica e la burocrazia non hanno saputo saldare. Tra il 31 marzo e il 2 aprile, un’ondata di maltempo eccezionale ha colpito il versante adriatico, scaricando fino a 250mm di pioggia nelle zone interne. Il risultato? Una nazione letteralmente spezzata in due.

L’evento simbolo di questo disastro è il crollo della campata del viadotto sul fiume Trigno, al km 526 della Statale 16 Adriatica, avvenuto la mattina del 2 aprile alle ore 11:32. Ma non è stato un fulmine a ciel sereno. Il ponte era già monitorato, la strada era stata chiusa precauzionalmente poche ore prima, eppure il cedimento strutturale è stato totale. Nello stesso momento, il Molise perdeva un altro pezzo vitale: il ponte sulla ex Fossaltina, che collegava Sant’Angelo Limosano alla viabilità principale, veniva giù come un castello di carte.

Sul fronte ferroviario, l’esondazione dell’Osento tra Fossacesia e Porto di Vasto ha costretto RFI a sospendere la circolazione sulla linea Adriatica, lasciando 800 passeggeri bloccati nella stazione di Pescara e paralizzando il traffico merci nord-sud. 

Il paradosso del Trigno: manutenzione o immobilismo?

La rabbia che monta tra i cittadini di Montenero di Bisaccia e San Salvo non nasce dalla pioggia, ma dalla vista di un cantiere che non ha protetto l’opera. Il viadotto sulla SS 16 era infatti oggetto di lavori di ristrutturazione da mesi, con la circolazione regolata da semaforo. Com’è possibile che una struttura sotto manutenzione straordinaria collassi alla prima piena importante?

Scavando negli archivi, scopriamo che la storia è ancora più lunga. Già nel dicembre 2017, Anas aveva pubblicato in Gazzetta Ufficiale due bandi di gara per complessivi 8,5 milioni di euro destinati proprio alla manutenzione straordinaria dei viadotti sul Trigno (SS 16 e SS 650). Se i lavori programmati quasi dieci anni fa fossero stati eseguiti con tempistiche europee, oggi staremmo parlando di un altro scenario.

Il problema tecnico è lo “scalzamento” (scouring): l’energia cinetica dell’acqua (Ek​=21​ρv2) durante le piene erode il terreno alla base dei piloni. Un fenomeno noto, segnalato anche nei bollettini di aggiornamento del sistema di allertamento regionale nel marzo 2025, che parlava chiaramente di “marcata modifica della morfologia degli alvei per erosione”. Sapevano, ma i cantieri sono rimasti lenti, impantanati in aggiornamenti prezziari (quello molisano è stato rivisto solo nel marzo 2025) e burocrazia. 

Lo scandalo dei numeri: Delibera CIPESS 6/2024 e il mistero dei miliardi

Non mancano i soldi, mancano le opere. La Delibera CIPESS n. 6 del 21 marzo 2024 (pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 10 luglio 2024, n. 160) ha approvato il Contratto di Programma Anas 2021-2025. Le cifre stanziate per la manutenzione sono imponenti.

Tipologia FinanziamentoAnnualità 2023Annualità 2024Totale Biennio
Nuove Opere777.514.0961.210.329.6541.987.843.750
Interventi Manutenzione840.328.8641.800.000.0002.640.328.864
Investimenti Tecnologici75.000.000135.000.000210.000.000
Totale2.250.000.0003.748.380.0005.998.380.000

Esporta in Fogli

Per il solo anno 2024, Anas ha avuto a disposizione 1,8 miliardi di euro per la manutenzione programmata su scala nazionale. Eppure, in Molise, gli investimenti effettivi per la manutenzione programmata si fermano a 520,47 milioni di euro per l’intero periodo 2021-2025. Una cifra che appare irrisoria di fronte a un territorio dove il 94,5% dei comuni è a rischio idrogeologico.

Il tradimento del PNRR

Mentre i ponti cadono, il Governo ha operato una revisione del PNRR che grida vendetta. Per timore di non rispettare le scadenze del 2026, sono stati stralciati 1,287 miliardi di euro destinati alla gestione del rischio alluvione e alla riduzione del rischio idrogeologico. In Abruzzo, questa rimodulazione ha messo in dubbio oltre mezzo miliardo di euro di progetti territoriali (555,4milioni), colpendo comuni come Pescara, Teramo e Chieti.

I dati sull’attuazione sono impietosi: a livello nazionale, solo il 4,6% degli interventi di protezione civile finanziati dal PNRR risulta avviato o concluso al febbraio 2026. La motivazione dello stralcio era che si trattasse di “progetti in essere” da finanziare con altri fondi, ma lo spostamento contabile ha prodotto solo incertezza e rallentamenti fatali per la sicurezza dei cittadini. 

Il dramma della Diga del Liscione: acqua buttata e fango in casa

Oltre alle strade, c’è il paradosso della gestione idrica. La diga di Ponte Liscione (Lago di Guardialfiera) ha dovuto aprire completamente gli scarichi di fondo per prevenire il superamento della soglia critica, rilasciando 240m3/sd’acqua. Questo ha travolto il fiume Biferno, portando all’alluvione del nucleo industriale di Termoli (costringendo alla chiusura la Stellantis) e all’evacuazione del quartiere Rio Vivo Marinelle.

Mentre milioni di metri cubi d’acqua dolce correvano verso il mare distruggendo tutto, l’agricoltura della Capitanata e del basso Molise continuava a soffrire la sete. Una gestione definita “uno scempio” dalle autorità locali, causata dal mancato completamento di infrastrutture come il “tubone” che avrebbe dovuto stoccare questa risorsa preziosa. “Non è maltempo, è mancanza di visione”, è l’urlo che arriva dai territori.

Il dovere della verità

Zonedombratv continuerà a monitorare l’evoluzione dei cantieri. Non possiamo più accettare che la sicurezza di chi viaggia lungo l’Adriatica sia appesa a delibere che restano sulla carta per dieci anni. Il crollo del Trigno non è solo un cedimento di cemento, è il cedimento di un patto tra Stato e cittadini. Quando i fondi ci sono — e la Delibera CIPESS 6/2024 lo dimostra — ma le opere non si fanno, allora non siamo di fronte a un’emergenza meteo, ma a una responsabilità politica e amministrativa che non può più restare nell’ombra.

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