Fase 2, Giuseppe Conte, coronavirus

Fase 2: tutto come prima. La lunga decadenza dell’Italia

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È arrivata la Fase 2 annunciata e illustrata dal premier Giuseppe Conte nella conferenza stampa nella serata del 26 aprile. Il calendario allenterà progressivamente le misure di restrizione per il contrasto al contagio da coronavirus. La data di partenza è fissata per il 4 maggio.

Si arriverà, poi, alle aperture graduali fino al 1° giugno, data nella quale però non ci sarà ancora una riapertura totale. A rimanere chiusi saranno cinema, teatri, discoteche, concerti, ovvero i luoghi di aggregazione dove è più alto è il rischio di contagio. Resta fissa una parola d’ordine: distanziamento sociale, con il divieto di assembramento che resta in vigore. E con l’obbligo di indossare la mascherina nei luoghi chiusi. 

Ripartono cantieri e imprese export

Già oggi, 27 aprile, ripartono le attività produttive e industriali prevalentemente votate all’export e i cantieri per carceri, scuole, presidi sanitari, case popolari e per la difesa dal dissesto idrogeologico. Il protocollo firmato al ministero delle Infrastrutture prevede un serie di precauzioni: misurazione della temperatura prima dell’accesso al cantiere, accesso contingentato a mense e spogliatoi, pulizia giornaliera e sanificazione periodica delle aree comuni. Sempre oggi riparte il commercio all’ingrosso funzionale ai settori dell’export e all’edilizia.

Consentiti gli spostamenti per esigenze lavorative, necessità o motivi di salute

A partire dal 4 maggio ci si potrà tornare a muovere nella propria Regione di residenza. Ma saranno consentiti “solo gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità o per motivi di salute”. Per spostarsi in un’altra Regione bisognerà invece avere “comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza ovvero per motivi di salute”. Da questa data si potranno andare a visitare i “congiunti”, “purché venga rispettato il divieto di assembramento e il distanziamento e vengano utilizzate le mascherine”. Ma divieto di “riunioni di famiglia”.

4 maggio: ripartono cantieri privati. Consentita attività motoria e cibo da asporto

A partire dal 4 maggio ripartiranno tutte le attività del settore manifatturiero, tessile, moda, automotive, comparto del vetro, costruzioni. Torneranno operativi il commercio all’ingrosso e i cantieri privati. Le aziende dovranno, nel frattempo, predisporre gli ambienti di lavoro per adeguarli ai nuovi protocolli di sicurezza da rispettare. Sarà consentito andare a comprare cibo da asporto, da consumare a casa o in ufficio. Sempre dal 4 maggio si potrà fare attività motoria individuale anche distante da casa. Potranno riaprire parchi, ville e giardini pubblici, ma i sindaci potranno attuare restrizioni e decidere di mantenerli chiusi, oppure di contingentare gli ingressi. Via libera anche agli allenamenti dei professionisti per le discipline individuali. Per gli sport di squadra si attenderà il 18.

No alle messe, sì ai funerali

Tornano a potersi celebrare i funerali, purché alla funzione non prendano parte più di quindici persone con mascherine e rimanendo a distanza. Le persone ammesse alle funzioni dovranno essere soltanto i familiari più stretti. Rimangono ferme le messe con la presenza fisica dei fedeli.

18 maggio: il via al commercio al dettaglio, musei e sport di squadra

Le attività dovranno garantire le protezioni individuali e l’obbligo di distanziamento tra clienti. L’obiettivo è evitare che ci siano orari di punta, prevedendo aperture e chiusure diverse fra le varie attività. A riaprire saranno i negozi di abbigliamento e di calzature, le gioiellerie e tutti gli altri esercizi commerciali di vendita al dettaglio rispettando le regole di sicurezza. Nella stessa data riaprono i musei con ingressi contingentati, mantenendo le distanze e indossando le mascherine. Gli atleti che praticano sport di squadra possono tornare ad allenarsi, sempre mantenendo le distanze.

1 giugno: ristoranti, parrucchieri, centri estetici, massaggi

Riaprono bar i ristoranti con un protocollo che prevede: un metro di distanza tra i tavoli, porte di ingresso e uscita differenziate, pagamenti preferibilmente digitali al tavolo, pulizia e sanificazione. Le misure di sicurezza comporteranno una revisione al ribasso delle capienze dei locali. Anche per parrucchieri, barbieri, centri estetica e altre attività di cura alla persona la data della ripresa è quella del 1° giugno. Dovrà essere rispettato il rapporto di uno a uno (un operatore e un cliente), andranno indossate mascherine e guanti e tutti gli strumenti dovranno essere sterilizzati.

Conte: “Se ami l’Italia mantieni le distanze”

Durante la conferenza stampa il premier ha annunciato il superamento del lockdown che partirà, appunto, dopo il 4 maggio. “Inizia la Fase Due”, esordisce, visibilmente affaticato. “Se ami l’Italia mantieni le distanze”, dice. “Sarà fondamentale il comportamento responsabile di ciascuno di noi: non bisogna mai avvicinarsi, la distanza di sicurezza deve essere di almeno un metro”.

Sull’annuncio che la chiusura alle messe sarà prolungata anche dopo il 4 maggio ha scatenato la reazione della Cei. “Viola la libertà di culto” protestano i vescovi.

“Non dobbiamo sbloccare i cantieri, ma sbloccare il Paese”, ha poi spiegato il presidente del Consiglio. “Con il recovery fund in Europa – ha dichiarato, non senza una punta di orgoglio – abbiamo ottenuto un risultato storico, ed è stato creato uno strumento innovativo che offrirà ai Paesi più colpiti, come l’Italia, di percorrere una strada di ripresa grazie alla solidarietà”. “Con più di 37,5 febbre si deve stare a casa”. “La scuola ripartirà a settembre”.

Questi alcuni annunci e diktat del dcpm che il Governo ha messo a punto con il comitato tecnico scientifico diretto da Vittorio Colao.

Prezzo mascherine bloccato

“Avremo un prezzo calmierato equo per le mascherine – assicura il premier – sarà senza Iva, le mascherine chirurgiche costeranno 0,50 euro”.

“Ci avviamo ad allentare il lockdown per il 4 maggio – spiega il premier – ma vogliamo mantenere la situazione sotto controllo. Le Regioni giornalmente dovranno fornirci la curva del contagio e l’adeguatezza del servizio sanitario. Così, se vedremo situazioni critiche circoscritte, potremo intervenire. Non accetteremo di avere situazioni che ci sfuggono dal controllo”.

“Mi scuso dei ritardi su Cig e Bonus ma c’è stato un’enorme mole di lavoro”. “Stiamo lavorando alla risposta economica senza sosta. Abbiamo già liquidato quasi 3,5 milioni di bonus da 600 euro. Alcuni attendono ancora: ci sono ritardi, mi scuso. Stiamo parlando di 11 milioni di domande di prestazioni assistenziali, normalmente questa mole veniva trattata in cinque anni, ora sono state trattate in un solo mese”.

“Dovremo vigilare, monitorare costantemente, affinchè la curva” del contagio “non risalga e essere pronti per intervenire in modo tempestivo laddove la curva dovesse diventare critica. Abbiamo predisposto un meccanismo per consentirci di intervenire”, dice il presidente del Consiglio.

“Una sfida molto complessa”

“Stiamo tutti affrontando una prova molto dura. Anche nei prossimi mesi ci aspetta una sfida molto complessa. Molti di voi vorrebbero un definitivo allentamento delle misure. Possono quindi anche reagire negativamente in questa fase, affidarsi alla rabbia, cercare un colpevole, prendersela con un familiare, con la politica, con il governo o con la stampa. Oppure possiamo scacciare il risentimento e pensare a cosa ciascuno può fare per consentire questa rapida ripresa.”

“Dobbiamo gettare le basi della ripartenza del Paese. Rimboccarci le maniche: il governo farà la sua parte, ci sarà una stagione intensa di riforme per cambiare quelle cose che nel Paese non vanno da tempo. Noi, con la squadra dei ministri, non ci tireremo indietro”.

“Gli scienziati non sanno quando finirà l’emergenza”

“Dobbiamo aspettare una terapia risolutiva o il vaccino, ed è difficile comprendere quando. Ora bisogna avviarci alla Fase Due, programmare un progressivo allentamento del lockdown, con il Paese che riparte ma in sicurezza. Anche i membri della comunità scientifica non saprebbero dirci quando ci sarà l’uscita definitiva dall’emergenza”.

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