Genitori e figli, come tutelarli dal ricco business degli affidi. La storia di Giacomino
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La lieta notizia è arrivata a ridosso del Natale: Giacomino (nome di fantasia) un bambino di un solo anno e mezzo potrà passare le festività con i suoi cari. Il Tribunale per i minorenni di Milano ha emesso un decreto in cui ordina il rientro a casa del bambino per le feste natalizie.

Genitori e figli.“La vicenda – spiega Paolo Roat – Attivista per i Diritti Umani e dei Bambini – prende il via fin dalla nascita del bambino, a causa della superficialità e oseremmo dire cattiveria di alcuni psichiatri che, con le loro valutazioni e relazioni, hanno fatto sì che questo bambinello vivesse lontano dalla sua mamma e dal suo papà per più di un anno”. I genitori si sono quindi rivolti alla Professoressa Vincenza Palmieri e allo studio Miraglia per ottenere verità e giustizia per Giacomino e per la loro famiglia. Alla luce delle tante circostanze positive, come rilevato chiaramente nella perizia del consulente di parte, è apparso necessario il rientro di Giacomino presso i genitori. Il Tribunale ha quindi ritenuto necessario che rientrasse subito a casa per trascorrere le festività con la sua famiglia. 

“È una storia commovente – spiega l’avvocato Miraglia – che evidenzia l’importanza di una valutazione accurata nei casi di tutela minorile. Speriamo che esperienze simili portino a una riflessione sulla necessità di riforme nel sistema per garantire decisioni più ponderate e nel miglior interesse dei bambini e delle famiglie coinvolte. La nostra istanza è stata depositata in ottobre, in meno di due mesi il Tribunale ha richiesto le relazioni aggiornate e addirittura emesso un provvedimento, su questo non posso esimermi di fare un plauso al Tribunale per la celerità ed anche per l’umanità dimostrata nel permettere al bambino il rientro proprio il giorno di Natale.”

Come “salvarsi” dalla filiera psichiatrica?

In 5 articoli esaustivi, Io sto con i bambini strappati viene spiegato com’è possibile prevenire gli allontanamenti dei figli dalla famiglia, liberarsi dal controllo/oppressione della Filiera Psichiatrica e in caso di sottrazione dei figli riportare a casa i bambini correggendo gli errori eventuali del sistema della giustizia minorile generati dalla Filiera Psichiatrica e dall’infiltrazione psichiatrica nei Tribunali. 

Attivatevi subito (nel modo giusto)

Importantissimo e prioritario. Meglio spendere poche migliaia di euro subito per un Perito Tecnico Forense con il giusto approccio che spendere decine di migliaia di euro più tardi per riportare a casa i bambini strappati. “Se non ci si attiva subito, i pregiudizi e le false o errate valutazioni della Filiera Psichiatrica si accumulano e diventano sempre più solide con il passare del tempo. Le famiglie (senza un supporto e una guida) si trovano spiazzate e confuse di fronte a questo sistema che appare un muro di gomma invalicabile di pregiudizi e accuse false o errate”. 

Le famiglie reagiscono in modo scomposto e disordinato. Prima ci si attiva per ristabilire verità e giustizia, maggiori sono le possibilità di proteggere i propri figli da errori e ingiustizie. Questo può succedere a tutte le famiglie. “Una mamma era stata messa in guardia in un convegno sui pericoli della filiera psichiatrica. Sua figlia era ancora con lei e si stava laureando in pedagogia. Credeva che non le sarebbe mai potuto succedere. Invece un anno dopo le hanno tolto il figlio. Vi diranno sempre che non vogliono togliervi i figli, ma poi appena si liberano dei posti in comunità questi dovranno essere riempiti”. 

Non aspettate che vi tolgano i figli. Reagite prima nel modo giusto. 

L’invito, dunque, è quello di collaborare con i servizi e farsi aiutare. Esiste il “diritto di crescere in famiglia”, come riporta l’Articolo 1 della legge 149/2001. La sottrazione del bambino dalla famiglia è un’ultima soluzione a cui si ricorre quando non vi siano altre vie d’uscita. Tutte le persone coinvolte: psicologi, psichiatri, assistenti sociali, avvocati, giudici, mamme, papà e parenti devono fare il possibile per evitare una “soluzione violenta” come la sottrazione dei bambini alla sua famiglia e ai suoi affetti.

I 40.000 bambini sottratti alle famiglie è causa di un “clima culturale” per la violazione dei Diritti dei Bambini creato da poche persone che lo hanno diffuso alacremente. Una pseudocultura diffusa persino a livello universitario, nei tribunali, negli uffici dei servizi territoriali. “Come è successo nella Germania Nazista in cui è stata propagandata la teoria psichiatrica eugenetica che ha portato all’olocausto, in Italia sono state propagate delle tesi contrarie al principio ispiratore della legge”.

Per prevenire l’allontanamento e garantire il diritto del bambino di crescere ed essere educato nella propria famiglia

Un altro aspetto per la salvaguardia del bambino è il suo diritto di crescere ed essere educato nella propria famiglia, previsto dalla Legge italiana e dalle Convenzioni Internazionali sui diritti dei fanciulli.

“Purtroppo in Italia spesso questo principio non viene rispettato a causa del business coinvolto (prudenzialmente circa 6 miliardi di fatturato per i soggetti privati che si occupano di tutela minorile), delle persone occupate (circa 100.000 posti di lavoro nel settore), delle collusioni con la politica (voto di scambio tra cooperative private e politici che assegnano loro i bandi che, sebbene non siano di rilevanza penale o difficilmente dimostrabili dal punto di vista penale, sono intuibili anche dalla “incapacità” delle politica di porre un freno a questo scandalo), dell’ideologia imperante (per decine di anni i Guru della Filiera Psichiatrica hanno scorrazzato in lungo e in largo per l’Italia formando moltissimi professionisti della tutela minorile)”.

Di progetti su come creare un percorso scritto e partecipato ce ne sono pochissimi. Ce ne sono invece molti per gestire l’affido, cioè per togliere i bambini alle famiglie; di difficile comprensione come un tale progetto possa essere “partecipato” dalla famiglia a cui viene strappato il figlio. Tra i pochi progetti di esistenti il Protocollo di Intesa per la prevenzione degli allontanamenti dei bambini dalle loro famiglie tra INPEF e MUNICIPIO ROMA 2 “Aiutare le Famiglie a casa loro” e il Progetto Educativo Familiare (PEF) stabilito dalla Legge Allontanamento Zero nella Regione Piemonte. 

Nel caso in cui, spiega l’associazione, si riesca 

“a ottenere questo progetto scritto la guerra non è finita. Parliamo di guerra perché purtroppo la gran parte dei servizi che si occupano di tutela minori è influenzata dai fattori di cui al secondo paragrafo. Sebbene la maggioranza degli operatori siano persone per bene che vogliono aiutare, la piccola cricca che controlla il sistema (privatizzato) è molto potente e non tollera di perdere un ‘cliente’; quindi esercita una forte pressione sui singoli operatori (in particolare la paura del licenziamento). Inoltre non va dimenticato l’aspetto ideologico che pervade il settore. Forse non ne sono consapevoli, ma molti sono stati manipolati da ore e ore di “formazione” da parte dei Guru della Filiera Psichiatrica e quindi sono convinti, più o meno consciamente, di fare il bene del bambino strappandolo alla famiglia “disfunzionale per farla cooperare” (come sono stati addestrati a credere)”.

La loro prossima mossa per strapparvi i figli sarà quella di mandarvi ad un centro o professionista per la “valutazione psicosociale”, oppure la faranno loro direttamente. Poiché, anche se lavorano con soldi statali o comunali, sono quasi tutti privati (compresi i servizi territoriali) hanno interesse a mantenere il “cliente” nel sistema. Quindi alla fine vi potreste ritrovare con delle relazioni negative: il problema delle relazioni false o peggiorative è diffuso in tutta Italia, non solo a Bibbiano. Con queste relazioni in mano andranno in Tribunale per farvi strappare i figli. Non importa quanto sia bravo il vostro avvocato, con delle relazioni negative la probabilità di perdere i figli è elevatissima.

Come vincere?

Come prevenire e/o far cessare gli allontanamenti illeciti e garantire il diritto del bambino di crescere ed essere educato nella propria famiglia? “Nonostante i grandi interessi in ballo, la collusione politica e il forte radicamento ideologico, possiamo affermare che si può vincere! Questa affermazione viene da più di 300 bambini salvati e/o riportati a casa con tanto di sentenza del Tribunale”.

Quali sono, in base all’esperienza, gli elementi fondamentali che consentono a una famiglia di difendere i propri figli e vincere contro il sistema?

Desiderio di apprendere

“Per motivi economici vengono usati operatori giovani e poco qualificati: costano meno e sono più facilmente manipolabili. Tuttavia, il sistema è radicato da almeno trent’anni e gli operatori sanno bene come rigirare la frittata e come destabilizzare le famiglie per spingerle a commettere errori che poi possono usare per strappare loro i figli. Quindi il livello di competenza e di conoscenza dei genitori e dei componenti della famiglia deve essere molto elevato”. 

Scegliere persone giuste

Si devono valutare attentamente le persone a cui si affida il destino dei propri figli e della propria famiglia. “Ricordo una mamma che ha pagato 6.000 Euro un consulente per poi trovarsi che nella relazione il suo stesso perito scriveva che facevano bene a toglierle la figlia. Alla fine abbiamo vinto e la bambina è rimasta a casa, ma è stata dura. Abbiamo sviluppato dei sistemi per stanare queste persone. Una ricerca su Google può essere illuminante. Questo è un argomento troppo complesso per descriverlo in poche righe. Nel corso che sarà presto disponibile inseriremo degli strumenti utili ed efficaci per le famiglie”.

Persistenza

“Una persona, di fronte a questo sistema, potrebbe demoralizzarsi. Per esperienza, proprio quando una famiglia sta per vincere, ci sono dei momenti di disperazione. Questo, spesso, è il sintomo che la vittoria è vicina. Il sistema usa delle tattiche subdole per scoraggiare le famiglie. Più si avvicina la possibilità di perdere, più il sistema sfodera le sue armi. Anche questo è un indicatore. Si rendono conto che stanno perdendo e si scatenano. Inoltre di solito ci vuole molto tempo per vincere. I tempi della giustizia non sono a misura di bambino e gli operatori sanno bene come allungare i tempi. Quindi bisogna metterlo in conto”. 

Trovare alleati

La maggior parte delle persone che lavorano nel sistema sono persone per bene. Questi operatori non sono d’accordo con questo sistema criminale che lucra sulla pelle dei bambini. Purtroppo hanno paura. Bisogna imparare a sollecitare la parte buona delle persone affinché si schierino dalla parte della giustizia. 

Conoscere la legge

Meglio spendere poche ore a studiare le leggi e le convenzioni internazionali (spesso ratificate dall’Italia 

Le leggi da conoscere sono poche (eccone due molto importanti):

Legge 28 marzo 2001 n. 149 (primi cinque articoli) “Modifiche alla legge 4 maggio 1983, n. 184, recante “Disciplina dell’adozione e dell’affidamento dei minori”, nonché al titolo VIII del libro primo del codice civile pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 96 del 26 aprile 2001.

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