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Portaborse in Parlamento a 50 euro al mese. Come Antonello Nicosia, arrestato per mafia

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Il caso Nicosia non accenna a placarsi e, anzi, apre lo scenario su altre vicende. Lui, il portaborse che aveva libero accesso nelle carceri per via del tesserino della Camera, e che i magistrati sostengono avesse rapporti con i boss mafiosi detenuti al 41 bis, ritorna al centro delle polemiche. 

Il deputato di Italia Viva, Giuseppina Occhionero, ha riferito che il contratto da lei stipulato con il suo ex collaboratore Nicosia prevedeva una retribuzione di 50 euro al mese.  

Gli incarichi fiduciari

La versione della Occhionero appare credibile in quanto gli incarichi ai collaboratori sono strettamente fiduciari. La stranezza italiana è che i contratti sono gestiti personalmente dai deputati e dai senatori, contrariamente a quanto avviene altrove. Proprio a Strasburgo gli europarlamentari nominano all’inizio del mandato i propri collaboratori ma chi si occupa dei contratti e paga gli stipendi è poi l’amministrazione. In Italia, invece, gli onorevoli si occupano, addirittura, anche a retribuire dei portaborse, ma senza alcun obbligo particolare. Di conseguenza le amministrazioni di Montecitorio e Palazzo Madama sono sollevate da qualunque tipo di responsabilità contrattuale. Per il tesserino alla Camera è sufficiente depositare un contratto almeno annuale e di qualunque importo.

In 54 con contratto regolare

Il dato interessante è che alla fine della legislatura del 2018 si contavano soltanto 44 contratti co.co.co. al Senato, 43 consulenze con partita Iva e 11 non meglio precisate “prestazioni occasionali”. Un deputato senza uno staff adeguato non svolgerà bene il proprio lavoro. Una realtà che, come è facile capire, attribuisce alla qualità del lavoro parlamentare sempre meno importanza. Ogni deputato può contare su 3.690 euro al mese per pagare il proprio collaboratore. Somma che può arrivare a 4.180 per i senatori. Ma solo metà della somma va rendicontata. Ne consegue che ogni deputato e senatore dispone rispettivamente di 22 mila e 25 mila euro l’anno esentasse, di cui non deve giustificare l’utilizzo e beneficiando in più di una detrazione del 26 per cento.  

Il Parlamento fa finta di nulla

Riccardo Magi di +Europa si è visto bocciare ripetutamente gli ordini del giorno presentati per approdare a una situazione più civile. I costi sono la scusa dietro a cui il palazzo si è sempre nascosto. 

Nel frattempo la Camera ha deciso di bandire un concorso per assumere 30 nuovi consiglieri parlamentari. Mentre c’è chi muore di precariato.

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