In nome della poltrona cade l'ultimo tabù: il M5S apre al contributo pubblico del 2 per mille

Giuseppe Conte, come avevamo anticipato, torna in campo. L’ex premier, assaporato il gusto del potere si prepara a una seconda stagione politica. Ma per farlo servono soldi che il Movimento 5 stelle è pronto a reperire come un qualsiasi “partito casta”.

Infatti il partito di Giuseppe Conte non sarà certo un partito a costo zero. E i 5 stelle, per rimanere ancorati alle poltrone, sono pronti, ancora una volta, a rinnegare il loro passato e i loro principi. Dunque per il M5S è pronta l’abolizione dell’ultimo tabù. Finora, il M5S non accettava contributi pubblici, neanche il 2 per mille rimasto a tutte le formazioni politiche dopo le riforme degli ultimi anni. Dai privati riceve già microdonazioni per continuare a dirsi impermeabili a lobby e portatori di interesse.

Negli ultimi giorni, però, ai vertici si sono sentiti ragionamenti del tutto diversi.

Per strutturarsi a livello territoriale, dare vita alle piazze delle idee, avere organismi che diano spazio a tutti coloro che rimarranno fuori dal Parlamento o dai consigli regionali, ci servono soldi. Tanti soldi.

Agli Stati generali c’era già stata un’apertura al contributo pubblico e anche a un’altra ipotesi: un contributo di iscrizione alla piattaforma con cui si vota, anche solo 10 euro all’anno. Una sorta di tessera per entrare nel Movimento e accedere ai suoi servizi.

“Queste decisioni le prenderà la prossima leadership”, aveva detto il reggente Vito Crimi. Tocca quindi a Conte, capire come può finanziarsi un partito dalle molte ambizioni. Lo stesso Conte dovrà risolvere il nodo legato all’associazione Rousseau di Davide Casaleggio proprio per l’uso della piattaforma.

La strada non sarà affatto facile.

Il Pd di Enrico Letta ha fatto capire a Conte che stavolta non sarà come alle ultime regionali. I dem non intendono sobbarcarsi il peso di tutto. E le amministrative saranno considerate un test per il futuro. Il segretario dem è stato in visita alla Farnesina da Luigi Di Maio. I due si conoscono, non si tratta di un incontro inedito: Letta, per il suo ruolo alla fondazione Italia-Asean e nel Forum Italia-Spagna, ha già avuto modo di confrontarsi col ministro degli Esteri. Che considera un pezzo fondamentale dell’intesa da costruire con il Movimento. Entrambi hanno fatto filtrare un clima di intesa.

Di Antonio

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