Si è conclusa, pare, la vicenda “Les Paillottes” in cui è coinvolto Filippo Antonio De Cecco. 

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso presentato dal cavaliere Filippo Antonio De Cecco sulla sentenza di Appello che lo ha condannato, in secondo grado, a 11 mesi di reclusione e 39.000 euro di ammenda. Le accuse erano di aver realizzato, senza autorizzazione, una vera e propria nuova costruzione mediante «l’ampliamento consistente, la modifica e lo stravolgimento del preesistente manufatto edilizio oggetto della (peraltro illegittima) concessione demaniale». De Cecco e Di Mascio, quest’ultimo direttore dei lavori, avrebbero ricavato «all’interno dell’unica struttura una zona d’ingresso su piazza Le Laudi, (locale ottenuto attraverso la copertura di tutta la superficie pavimentata e la chiusura perimetrale con pannelli fonoassorbenti rivestiti in tronchetti di legno); una zona destinata al ristorante pianobar, pizzeria, (locale ottenuto con la perimetrazione e la chiusura con pareti in muratura ed infissi); un’altra struttura protesa verso il mare con tende sul lato est dove è stato ricavato un wc prefabbricato; l’ampliamento della preesistente veranda la cui originaria copertura è stata sostituita da un vero e proprio solaio a struttura orizzontale attraverso l’ampliamento del balcone posto al primo piano; una zona destinata a sala ristorazione; una zona costituita dalla piattaforma verso il mare coperta interamente con una tettoia».

DE CECCO SI DICE AMAREGGIATO MA SI ADEGUA ALLA SENTENZA

De Cecco si dice amareggiato dalla sentenza ma si adeguerà nel più breve tempo possibile alla decisione dei giudici della Cassazione. Il cavaliere assicura che i suoi lavori sono stati fatti in totale buona fede per dare un volto nuovo alla città proponendo un’offerta turistica nuova. Per De Cecco un riconoscimento trasformatosi in un atto d’amore verso la sua città.

DE CECCO PRONTO PER I CARAIBI

Un giornalista ci ha fatto recapitare una mail dove ci racconta di un pranzo del 6 Luglio 2012 a “Les Paillottes”.

«Erano i primi giorni di luglio 2012, e la situazione era ideale perchè si profilasse una giornata “top”. Presso Les Paillotes, infatti, erano stati invitati alcuni giornalisti per un pranzo-dimostrazione in compagnia del grande chef Heinz Beck e, naturalmente, del patron del locale di piazza Le Laudi: il Cavaliere Filippo Antonio De Cecco. La sera, a non molti metri di distanza (porto turistico), avrebbero suonato i Subsonica: niente di meglio, dunque, che prepararsi a questo concertone degustando, poche ore prima, piatti di prima qualità. Avemmo la possibilità di seguire la breve conferenza stampa che precedette il tanto agognato pasto. In quell’occasione ci colpì la serenità ostentata da De Cecco quando la conversazione, inevitabilmente, si spostò sulla sua condanna per abusi edilizi, risalente a un anno prima ma non ancora definitiva. De Cecco disse con assoluta tranquillità che, se la condanna fosse stata confermata, avrebbe demolito le parti de Les Paillotes che la magistratura aveva ritenuto abusive, ma – in aggiunta – fece anche un discorso un po’ strano, parlando della possibilità di creare una sorta di Les Paillotes bis ai Caraibi. Insomma, con il senno di poi, le sue parole potrebbero essere lette come un «Se questa città dimostrerà di non meritarmi, non avrò problemi ad andare altrove». Certo, può essere solo una nostra impressione, ma quelle frasi ci sono tornate con prepotenza in mente oggi che la Cassazione ha confermato la condanna dell’imprenditore per abusi edilizi».

 

 

 

Di Antonio

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