Le navi con il grano turco e russo che riforniscono i pastifici Casillo e Divella. E il silenzio di Coldiretti

Le navi con il grano turco e russo che riforniscono i pastifici Casillo e Divella. E il silenzio di Coldiretti

Notizie

Ancora sbarchi in Puglia e Sicilia. Al porto di Bari sono arrivate altre quattro navi con grano straniero provenienti da Turchia, Russia, Spagna e Francia. Ad importare la merce sono Casillo e Divella. Una nave ha fatto tappa a Pozzallo.

Una denuncia che arriva da GranoSalus, l’Associazione che si batte per la certificazione della qualità della pasta e difende i piccoli produttori dalle multinazionali. “Coldiretti è chiusa in un religioso silenzio, mentre Granosalus ha inviato una denuncia alla Commissione UE per mancata attuazione del reg ue 2016/1313” dicono dall’associazione.

Le navi cariche di materie prime

Le navi hanno attraccato a Bari con carichi di grano turco, russo, spagnolo e francese per un totale di oltre 440mila quintali di grano estero. “Ma il resto del carico è stato dirottato anche sul porto di Pozzallo. Quindi il quantitativo supera mezzo milione di quintali!” aggiunge GranoSalus.

I nomi delle navi

“Il nome della prima nave è “LUDOGORETS”, una BULK CARRIER battente bandiera Malta proveniente dal porto di CADICE in SPAGNA, IMO:  9415155, con un carico di circa 240 mila quintali di grano destinato alla società CASILLO COMMODITIES ITALIA SPA. L’agenzia è Spamat.

La seconda nave è “MEHMET BEY”, una GENERAL CARGO battente bandiera Malta proveniente dal porto di SAMSUN in TURCHIA, IMO:  9045601, con un carico di oltre 80 mila quintali di grano duro destinato alla società MOLINO CASILLO SPA. L’agenzia è Spamat.

La terza nave è “ONERIVA 42”, una GENERAL CARGO battente bandiera Russa proveniente dal porto di ROSTOV in RUSSIA , IMO:  8862325, con un carico di oltre 30 mila quintali di grano destinato alla società CASILLO COMMODITIES ITALIA SPA. L’agenzia è Spamat.

La quarta nave è “IDA”, una BULK CARRIER battente bandiera Liberia proveniente dal porto di Pozzallo, dove ha già scaricato una parte del grano francese IMO:  9109536, con un carico di oltre 90 mila quintali di grano francese destinato a Bari alla società F.LLI DIVELLA SPA. L’agenzia è Bamas.”

Coldiretti in silenzio

Appare strano come il principale sindacato italiano vicino ai consumatori, Coldiretti, non abbia detto una parola in merito alle navi. “Ha smesso di svolgere l’attività di controllo nei porti  pugliesi e siciliani. Il messaggio è quello di rassicurare sull’azzeramento dell’import di grano estero contaminato, diversamente da Granosalus che continua a tenere sempre alta l’attenzione e a dimostrare che le importazioni continuano. Non solo, da alcuni giorni la nostra associazione ha inoltrato una denuncia alla Commissione UE sulla mancata attuazione del governo italiano del principio di precauzione.”

Il silenzio da parte di Coldiretti

“Come mai Coldiretti non esige un controllo diffuso su tutte le stive di grano e non chiede che alcuni campioni vengano analizzati anche dai Laboratori RIS dei Carabinieri? Come mai non segnala anche lei alla Commissione europea la mancata attuazione in Italia del regolamento Ue 2016/1313?”.

Il rischio del grano importato

GranoSalus spiega che il grano importato “proviene per lo più da paesi con clima continentale dove il grano, a causa del freddo e dell’umidità, arriva al momento del raccolto ancora verde. Per permetterne la raccolta, viene disseccato artificialmente con il gliphosate (messo al bando in Italia e nell’UE). Sviluppa malattie da noi non presenti quale la fusariosi. (La fusariosi causa la formazione delle micotossine, tra cui il Deossinivalenolo o vomitossina o DON). Altre partite di grano provengono da zone del mondo dove il grano viene coltivato su terreni in cui potrebbe essere presente radioattività. Gli agricoltori italiani non sono più bravi, semplicemente hanno dalla loro parte il clima e il territorio!”

Perché molti pastifici utilizzano grano importato?

Innanzitutto perché costa meno. La terza categoria canadese è preferita anche perché ha un più alto contenuto di proteine (glutine) che semplifica il processo di lavorazione ed essiccazione. Ma ciò non costituisce un vantaggio per chi consuma la pasta. I tenori di Don del grano canadese di 3°categoria, superano almeno 1000 ppb e vi sono residui di glifosate. Le categorie 1 e 2 costano di più, contengono sino a 500 ppb di Don, ma non vengono importate, se non in minima parte. Le categorie 4° e 5° presentano livelli di Don superiori a 4700 ppb. Non sono commestibili per uso umano, ma rappresentano la maggior parte della produzione canadese 2016!

Dunque, quali dovrebbero essere le caratteristiche della buona pasta?

La buona pasta deve avere un contenuto proteico non molto alto poiché il tasso di glutine alto comporta problematiche intestinali e favorisce le intolleranze. La buona pasta non deve contenere contaminanti. Gliphosate ed altri pesticidi, micotossine come il Don, residui di metalli pesanti ed anche elementi di radioattività dal grano passano nella pasta.

Perché molti pastifici utilizzano grano importato?

Innanzitutto perché costa meno. La terza categoria canadese è preferita anche perché ha un più alto contenuto di proteine (glutine) che semplifica il processo di lavorazione ed essiccazione. Ma ciò non costituisce un vantaggio per chi consuma la pasta. I tenori di Don del grano canadese di 3°categoria, superano almeno 1000 ppb e vi sono residui di glifosate. Le categorie 1 e 2 costano di più, contengono sino a 500 ppb di Don, ma non vengono importate, se non in minima parte. Le categorie 4° e 5° presentano livelli di Don superiori a 4700 ppb. Non sono commestibili per uso umano, ma rappresentano la maggior parte della produzione canadese 2016!

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