Un momento di leggerezza ha colorato l’incontro tra Papa Leone XIV e i rappresentanti dei media internazionali giunti a Roma per seguire il Conclave.
Leone XIV: “Ora lavoriamo per la pace”. Durante il saluto nell’Aula Paolo VI, una giornalista ha proposto al Pontefice una partita di tennis a scopo benefico per sostenere le Pontificie Opere Missionarie. “Certo, ci sto volentieri”, ha risposto il Papa con un sorriso. La giornalista ha rilanciato: “Allora porto Agassi”. Pronta la battuta del Pontefice: “Va bene, basta che non porti Sinner”, alludendo ironicamente sia al talento italiano numero uno al mondo sia al doppio significato del cognome in inglese, “peccatore”.
La scena ha strappato risate tra i presenti. Qualcuno ha chiesto se il Papa fosse pronto per un doppio. “Gioco, ma non bene…”, ha ammesso divertito Leone XIV.
Un viaggio a Nicea in preparazione
Tra le domande ricevute, anche quella su un possibile viaggio a Nicea, in Turchia, previsto inizialmente dall’agenda del predecessore. Il Papa ha confermato che l’idea è ancora viva: “Lo stiamo preparando”, ha detto, lasciando intendere che il pellegrinaggio potrebbe concretizzarsi nei prossimi mesi.
Incontro con una giornalista peruviana e selfie con sciarpa tradizionale
L’udienza ha avuto anche momenti di calore umano: tra questi, l’incontro con una giornalista peruviana che ha donato al Papa una sciarpa tipica del suo Paese. Leone XIV l’ha indossata volentieri per un selfie con la reporter. Poco dopo, si è intrattenuto anche con un cameraman che gli ha mostrato la bandiera del Perù, in un clima di grande cordialità.
Prima telefonata con Zelensky: “Una conversazione concreta”
Un altro momento significativo della giornata è arrivato con il primo contatto telefonico tra Leone XIV e il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. “È stata la nostra prima conversazione, molto cordiale e concreta”, ha dichiarato il leader ucraino, annunciando l’invito ufficiale al Papa per una visita apostolica in Ucraina. “Una presenza che darebbe speranza concreta al nostro popolo”.
Zelensky ha sottolineato l’importanza dell’impegno vaticano per una pace giusta e la liberazione dei prigionieri, con particolare attenzione ai bambini deportati dalla Russia. “L’Ucraina conta sull’aiuto del Vaticano per riportarli alle loro famiglie”, ha dichiarato.
Leone XIV ai giornalisti: “Disarmiamo le parole, costruiamo la pace”
Accolto da una lunga standing ovation, il Papa si è rivolto alla stampa internazionale con parole forti e piene di significato. “Non abbiamo bisogno di una comunicazione urlata e muscolare, ma di una capace di ascolto, che dia voce a chi non ce l’ha”, ha detto il Pontefice. E ha aggiunto: “La pace comincia da ciascuno di noi: dal modo in cui guardiamo, ascoltiamo e parliamo degli altri”.
Nel suo discorso, Leone XIV ha ricordato l’importanza di dire “no” alla guerra delle parole e delle immagini, di rifiutare la logica della contrapposizione permanente e di puntare a una comunicazione fondata sull’amore per la verità. “Beati gli operatori di pace”, ha citato dal Vangelo. “Questo è il mandato che riguarda anche voi giornalisti”.
Solidarietà ai reporter incarcerati: “Chiediamo la loro liberazione”
Il Papa ha voluto poi esprimere solidarietà ai giornalisti imprigionati per aver cercato e raccontato la verità. “La Chiesa è con voi”, ha affermato, sottolineando il valore del diritto all’informazione libera. Un applauso ha accompagnato il suo appello per la liberazione di chi è stato privato della libertà per il proprio lavoro. “Solo popoli informati possono fare scelte libere”, ha ricordato.
Intelligenza artificiale ed etica: “Servono responsabilità e discernimento”
Affrontando il tema dell’intelligenza artificiale, Leone XIV ha invitato tutti – giovani, adulti e istituzioni – a un uso etico e responsabile della tecnologia. “L’IA ha un potenziale immenso, ma va orientata al bene comune”, ha detto. Un messaggio in linea con la visione del nuovo Pontefice, che unisce il rigore del matematico alla profondità spirituale.
“Grazie per il vostro servizio alla verità”
Il Pontefice ha concluso ringraziando i giornalisti per aver raccontato la Chiesa “nella sua unità e varietà” durante settimane intense, dalla morte di Papa Francesco al Conclave. “Avete saputo narrare il dolore e la speranza – ha detto – e avete mostrato la bellezza dell’amore di Cristo che ci unisce”.