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Per Di Florio e Bellelli, i due pm della procura di Pescara che stanno indagando sul caso Rimborsopoli, non ci sono contestazioni da fare in merito alle quattro donne che il presidente del Consiglio regionale abruzzese parrebbe aver pagato le notti in albergo.

Per Di Florio e Bellelli, i due pm della procura di Pescara che stanno indagando sul caso Rimborsopoli, non ci sono contestazioni da fare in merito alle quattro donne che il presidente del Consiglio regionale abruzzese parrebbe aver pagato le notti in albergo.

L’ARRIVO IN TRIBUNALE 

Pagano è entrato da un ingresso secondario del tribunale pescarese. Al presidente viene contestata la somma totale di 15 mila euro. Gli occhi dei procuratori sono puntati sui pernottamenti in hotel a cinque stelle e cene a cui avrebbero partecipato persone estranee ai fini istituzionali. Nello specifico, Pagano avrebbe ospitato a spese della Regione alcune donne. La vicenda conta in totale 25 indagati, tra cui anche il presidente della Regione Gianni Chiodi. I reati contestati, a vario titolo, sono truffa, peculato e falso ideologico. Le indagini, condotte dai carabinieri del Nucleo investigativo del Comando provinciale di Pescara, sono iniziate un anno e mezzo fa e riguardano il periodo compreso tra il gennaio 2009 e dicembre 2012. 

LE DONNE

Sarebbero un’avvocatessa, una commerciante, una giornalista e una imprenditrice nel campo editoriale le quattro donne ospiti nell’albergo a cinque stelle del presidente Pagano. Almeno a due di queste donne sarebbero state successivamente affidate varie consulenze da parte della Regione che non interessano la Procura. 

L’INTERROGATORIO 

Pagano ha chiarito la propria posizione in relazione alle contestazioni contenute nell’informazione di garanzia notificatagli. “Il colloquio con i P.M. Di Florio e Bellelli si è svolto in un clima sereno – recita la nota diffusa da Pagano – . Opportuni chiarimenti sono stati forniti su tutti gli aspetti collegati alle missioni della Presidenza del Consiglio che, per espresso profilo istituzionale, esercita funzioni di rappresentanza dell’Assemblea regionale. Il Presidente Pagano ha altresì spiegato che molte delle missioni all’estero cui si faceva riferimento in atti, erano da collegarsi alla sua funzione di Presidente della CALRE (Conferenza delle Assemblee legislative delle Regioni d’Europa), rivestita nel periodo 2011-2012. Il Presidente del Consiglio regionale ha anche espressamente rivendicato, a fronte di una chiara accusa di sperpero di denaro pubblico, la ferma politica adottata di drastica riduzione dei costi della politica e delle spese di rappresentanza. Queste ultime non solo sono sempre ampiamente contenute ben al di sotto del capitolo di bilancio, ma negl’ultimi due anni, rispetto a chi lo ha preceduto, sono passate dal vecchio importo di €. 200.000 del 2008, agli scarsi 20.000 attuali. Il Presidente Pagano ha riservato ogni opportuna produzione documentale in relazione alle singole specifiche contestazioni”.

ZdO


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