Sospesi 3 europarlamentari del M5S: non hanno votato per il Mes

Sospesi 3 europarlamentari del M5S: non hanno votato per il Mes

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Un giorno i vertici dei 5 stelle spiegheranno, forse, come vengono tappate le bocche ai “dissidenti” e, soprattutto, chi decide di tapparle. Al momento prendiamo atto dell’ennesimo “atto di forza” nei confronti di chi vuole una democrazia all’interno del Movimento. Sospesi 3 europarlamentari del M5S perché non hanno votato la risoluzione che prevedeva anche il Mes.

Le espulsioni

Questa volta a farne le spese sono stati ben tre europarlamentari. Si tratta di Ignazio Corrao, Rosa D’Amato e Piernicola Pedicini, tutti sospesi per aver votato il 17 aprile scorso contro una risoluzione sulla risposta europea alla crisi del coronavirus. Una risoluzione che contemplava anche il Mes tra i possibili strumenti di intervento. Proprio in quella occasione l’altra europarlamentare 5S, Eleonora Evi, non aveva partecipato al voto.

Corrao, uomo forte in Sicilia, è anche molto vicino ad Alessandro Di Battista. La sospensione ha portato via all’europarlamentare anche l’incarico di “facilitatore”, ossia coordinatore, degli enti locali.

“Resto convinto che nel merito eravamo nel giusto – spiega Corrao a Diree trascorse queste quattro settimane tornerò con ancora più forza ed energia per cercare di cambiare e rinnovare in meglio il M5s in vista del congresso”. Il riferimento è agli Stati generali del Movimento, che dovrebbero celebrarsi entro al fine del 2020.

Il “Congresso”

I malumori all’interno dei 5 stelle sono tanti. La metamorfosi dei grillini è evidente e, probabilmente, proprio all’appuntamento con il “Congresso” si dovrebbero ridefinire i nuovi assetti. E c’è chi non esclude una spaccatura del gruppo politico con una nuova frangia capeggiata proprio da Alessandro Di Battista che, però, continua a escludere un suo coinvolgimento. Certo è che l’ex parlamentare continua a mettere bocca dall’esterno su vari temi nazionali e, soprattutto, su quelli economici.

Chissà perché. Certo è che il suo ritorno è atteso dalla base di quel Movimento che ancora spera in una “rivoluzione” mai fatta.

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