Stamina, avanti come un treno. Il Friuli apre la porta

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La lotta è dura e senza paura. E i risultati stanno arrivando. Con calma, ma stanno arrivando. La regione dell’estremo nord-est spalanca le porte alla proposta di legge  presentata la scorsa settimana dal dottor Marino Andolina al fianco di Giuseppe Sibau, consigliere regionale. Brutta situazione per la Lorenzin che sta ancora incassando il colpo del Tar del Lazio che ha sospeso la bocciatura del metodo Stamina.

 

La lotta è dura e senza paura. E i risultati stanno arrivando. Con calma, ma stanno arrivando. La regione dell’estremo nord-est spalanca le porte alla proposta di legge  presentata la scorsa settimana dal dottor Marino Andolina al fianco di Giuseppe Sibau, consigliere regionale. Brutta situazione per la Lorenzin che sta ancora incassando il colpo del Tar del Lazio che ha sospeso la bocciatura del metodo Stamina. Oltre all’apertura alla somministrazione di terapie a base di cellule staminali mesenchimali già sintetizzate agli Spedali di Brescia, ci sarà la costituzione di cell factories, ovvero di laboratori di produzione in rispetto alla normativa nazionale “in grado di produrre, estrarre, trattare e infondere linee cellulari staminali adulte di tipo mesenchimale stormale per l’utilizzo autologo o eterologo da impegnare nell’ambito della medicina rigenerativa per singoli pazienti senza valida alternativa terapeutica al di fuori della sperimentazione clinica”. Sono 10mila le richieste di cura arrivate alla Stamina foundation e di cui solo 97 curati con Stamina. La terapia è stata proposta per i malati di Sla, di Parkinson, di Sclerosi multipla, a quelli colpiti da Ictus o che abbiano subito lesioni spinali. “Trenta pazienti su 32 inseriti nel programma agli Spedali civili di Brescia – ha ribadito Andolina – hanno registrato qualche miglioramento e per almeno la metà di loro non ho alcun dubbio in merito di questi, una dozzina erano entrati nel programma di sperimentazione, altri 20 avevano avuto accesso dopo aver fatto opposizione in tribunale, ma ve ne sono altri cento in lista di attesa, fra questi vi sono due pazienti provenienti dal Friuli Venezia Giulia, altri due si sono visti negare l’accesso alle cure da parte del tribunale” ha chiarito. La battaglia politica su Stamina, come in Abruzzo, la sta conducendo il centro destra. Nel frattempo, Beatrice Lorenzin, sta cercando di farsi spiegare, magari da qualche casa farmaceutica, quali passi fare. Per finire di distruggersi.

ZdO

 




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