Stamina, Stefano Moretti:”La politica becera e schifosa difende interessi privati”

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Stefano Moretti, dell’Osservatorio Antimafia Abruzzo, sta conducendo una battaglia senza quartiere al fianco di Davide Vannoni di Stamina foundation, per far riconoscere e autorizzare, dalla politica, il metodo ‘Stamina’ e non condurre alla morte giovani vite umane. Se lo Stato non riconosce la libertà di cura è solo uno Stato di morte.

Moretti parte da un’analisi oggettiva della realtà:«Numerosi bambini, che sono stati sottoposti alla terapia del dottor Vannoni, hanno avuto miglioramenti esponenziali della propria condizione fisica. Mi riferisco a Sebastian, a cui stanno togliendo la respirazione assistita gradualmente, a Mattia, che l’avevano dato per morto ma, dopo le infusioni, è riuscito ad andare in piscina con la mamma a farsi un bel bagnetto» dichiara Moretti in un’intervista a Zone d’Ombra tv. «La cosa molto grave e che salta subito all’occhio – prosegue Moretti – è che nessuno, né politici, né giudici né Comitato Scientifico, hanno ascoltato i malati e i loro medici curanti che hanno avuto modo di constatare i miglioramenti di questi bimbi». La questione è eticamente inaccettabile in effetti. Il Comitato Scientifico dice no ai pazienti che vogliono curarsi con il metodo ‘Stamina’ senza riconoscere, a chiunque, la libertà di farlo. Per Moretti si può configurare, nei confronti della politica e degli stessi medici del Comitato Scientifico, «il reato di omicidio colposo». In sostanza per il presidente dell’Osservatorio Antimafia Abruzzo:«non si può mettere nelle mani di un magistrato la vita di un bambino». Il vuoto legislativo non può essere colmato dalla volontà di un giudice. Ci chiediamo: su che basi un togato decide se autorizzare alle cure una creatura? «Chi vince il ricorso – continua Moretti – deve comunque aspettare almeno un anno e mezzo per iniziare la terapia e, quindi, non ce la farebbe a sopravvivere e morirebbe. Basti pensare che i bambini malati di SMA hanno un periodo di vita di 8/9 mesi. Perché le procure rimangono in silenzio a guardare?» chiede Moretti. «Lo sanno i giudici che il ministro della Salute Beatrice Lorenzin è amica di famiglia di Enrica Giorgetti, direttore generale di Farmindustria e moglie dell’ex-ministro del Lavoro Maurizio Sacconi? Sarebbe opportuno sapere – chiede ancora Moretti – se i membri del Comitato Scientifico che si sono pronunciati contro la sperimentazione di ‘Stamina’ e la stessa Lorenzin stanno in qualche Cda o in qualche Fondazione e se prendono soldi? Adesso scriverò a vari procuratori d’Italia per sapere cosa pensano di tutto ciò. Questo è un omicidio di Stato» conclude Moretti.

Il tentativo, per ciò che riguarda, è di isolare Davide Vannoni. Bisogna mettere da parte i giudici, imporgli di fare un passo indietro, almeno per una volta, e affidare questo caso alla parte migliore dell’umanità: il cuore. Nessun giudice e nessuna autorità deve permettersi di decidere sulla vita o la morte di una persona. Chi lo pensa soltanto non ha diritto di chiamarsi ‘uomo’.

 

di Antonio Del Furbo

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