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 Non c’è tregua per le popolazioni colpite dal terremoto: questa mattina lo sciame sismico è tornato a farsi sentire con tre scosse potentissime.

“È ancora presto per sapere con esattezza quale sia stata la faglia (o le faglie) che ha generato i terremoti” afferma Andra Billi dell’Istituto di geologia ambientale e geoingegneria del Cnr (Igag-Cnr). E aggiunge:“è probabile che ancora una volta si sia trattato di un fenomeno di ‘contagio sismico’ tra faglie adiacenti, anche detto ‘effetto domino’ o ‘a cascata’. Un fenomeno al quale assistiamo già da alcuni mesi in Centro Italia con gli eventi di agosto-ottobre 2016 ad Amatrice, Visso, Norcia e Castelsantangelo sul Nera. Quando una faglia genera un terremoto – prosegue l’esperto – la faglia stessa si libera dello stress al quale era sottoposta immediatamente prima del terremo e trasferisce parte di tale stress ai segmenti di faglia adiacenti, che in un lasso di tempo imprevedibile (ore, giorni, mesi, anni) possono a loro volta generare terremoti e di nuovo ‘contagiare’ le faglie adiacenti. Tali terremoti saranno sicuramente seguiti nelle prossime ore da uno sciame di repliche sismiche la cui intensità è difficilmente prevedibile”.

Intanto l’Ingv ha ricalcolato i magnitudo delle scosse di questa mattina: 5.1, 5.4 e 5.3.

La prima avvertita alle ore 10.25 e sentita nel Lazio, in Abruzzo, nelle Marche, in Emilia Romagna ed in Toscana. Chiaramente avvertita anche a Roma. Poco dopo una seconda scossa più forte di 5.4. Una terza scossa è stata registrata alle 11:26, ancora di magnitudo 5.3 con epicentro nella stessa zona del terremoto dell’Aquila del 2009. Altre di magnitudo minore (superiore a 4 e 3) sono state registrate dagli strumenti dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia. Dal 24 agosto nel centro Italia si sono superate le 45mila scosse. 

La neve, intanto, peggiora la situazione in Abruzzo. Il territorio è attualmente alle prese con estreme condizioni meteo a causa del gelo e delle forti nevicate che hanno colpito specialmente il versante adriatico del Paese. Proprio i vigili del fuoco stanno incontrando diverse difficoltà a raggiungere le zone colpite dalle scosse di terremoto di questa mattina a causa della neve presente sulle strade.

La situazione è critica. C’è il terremoto, c’è la neve. C’è difficoltà nei soccorsi perché la statale 260 dall’Aquila è bloccata per un autotreno di traverso” ha detto il sindaco di Montereale (L’Aquila) Massimiliano Giorgi dopo le violente scosse di terremoto. La gente è costretta a scavare nella neve per fuggire da pericolo scosse Crolli a Campotosto, Laringo e Poggio Cancelli.

“Il problema non è la zona rossa ma la salute delle persone. Malgrado ci sia un dispiegamento di forze importanti, non bastano gli spazzaneve, richieste già le turbine” ha detto il sindaco di Amatrice, Sergio Pirozzi. 

“Abbiamo chiamato l’esercito, i vigili del fuoco ma qui non arriva nessuno” ha detto il sindaco di Capitignano.

“La situazione è pessima. Dopo le fortissime scosse di questa mattina non si registrano crolli nel mio Comune, ma ho già tante segnalazioni di abitazioni lesionate”. A dirlo il sindaco di Cittareale, Francesco Nelli, impegnato dalle prime ore del mattino a fronteggiare la doppia emergenza neve-terremoto in uno dei comuni della provincia di Rieti più vicini al nuovo epicentro delle scosse di questa mattina. 

“La scossa si è sentita in modo enorme, nel momento in cui siamo alle prese con emergenza neve che da 48 ore lascia senza corrente elettrica un quarto della città. E’ una situazione molto complicata, abbiamo frazioni con un metro e mezzo di neve”. Così il sindaco di Ascoli Piceno, Guido Castelli. “Allo stato non abbiamo segnalazioni di danni, ma già questa notte avevamo assistito a una serie di crolli per la neve – ha proseguito Castelli -, temiamo che alcune strutture con la scossa abbiano subito ulteriori indebolimenti e danni. Stiamo cercando di sfondare il muro di neve, anche per il trasporto dei medicinali. La situazione richiede grande lucidità e capacità di gestire l’emergenza”

Gli studenti di diverse scuole di Rieti sono stati fatti uscire per precauzione, mentre a Roma, tra le centinaia di chiamate ai centralini, gli studenti in alcune scuole di Roma sono scesi in cortile a seguito della scossa. 

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