Terremoto Mugello. Edifici lesionati

Terremoto: nel Mugello 36 scosse in poche ore

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Alle 4,37 di questa mattina in Mugello la terra ha tremato nuovamente. In poche ore si sono succedute ben 36 scosse registrate dall’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia.

La scossa di magnitudo 4.5 con epicentro a Scarperia San Piero, a una profondità di 9 chilometri, ha provocato la lesione di edifici in diversi comuni del Mugello.

La prima scossa

Alle 20.38 di domenica sera c’è stata la prima scossa: magnitudo 2.6 con epicentro a Scarperia e San Pietro. I due comuni, assieme a quello di Barberino del Mugello, sono l’epicentro di tutte le altre scosse verificatesi fino alle 8 del mattino.

I danni

Danni maggiori si sono registrati a Barberino, dove risulta inagibile il municipio e la pieve di San Silvestro. Il terremoto ha lesionato alcune case. La chiesa e la canonica di Barberino sono state dichiarate inagibili. Danni anche al campanile del Convento del Bosco ai Frati di Scarperia. A Barberino è stata istituita una ‘zona rossa’, che corrisponde alla parte più vecchia del paese e verso cui sono indirizzate le verifiche di staticità dei vigili del fuoco. Secondo prime stime, Barberino è l’abitato che avrebbe risentito di più dello sciame sismico. Tantissime le persone che si sono riversate in strada: in molti hanno deciso di trascorrere la notte in auto.

Il sisma di 100 anni fa

Il terremoto nel Mugello arriva a un secolo da quello del 29 giugno 1919 che causò oltre 100 morti nella stessa area appenninica. In una domenica assolata, poco dopo le 10 del mattino, si registrò una scossa tra il settimo e il nono grado della scala Mercalli con epicentro nella zona di Vicchio, dove ci furono una quarantina di vittime e crollò la metà degli edifici.

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