Vasto, la criminalità continua ad operare indisturbata. Auto e palazzi incendiati.

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Ancora una notte insonne per i vastesi. Ancora un’auto bruciata nella notte. Ancora tanta paura tra i residenti. La politica? Ancora una volta assente.

Ancora una notte insonne per i vastesi. Ancora un’auto bruciata nella notte. Ancora tanta paura tra i residenti. La politica? Ancora una volta assente. Ci chiediamo cosa debba accadere a Vasto perché qualcuno si interessi alla grave situazione che i cittadini stanno vivendo sulla propria pelle. 

L’ennesima intimidazione è avvenuta questa notte in via Casetta nei confronti di un proprietario di una Lancia Phedra parcheggiata in un cortile di tre palazzi del quartiere. L’auto è stata data alle fiamme intorno alle 2.30 della notte scorsa. Poco dopo sono state avvolte dalle fiamme anche una Mercedes Classe A e un motorino. Il fuoco ha raggiunto il quarto piano del palazzo facendo esplodere le finestre in vetro. L’operazione dei Vigili del Fuoco sono durate fino all’alba.

L’incendio è l’undicesimo del mese e, nonostante tutto, le bocche di polizia e carabinieri rimangono cucite. La criminalità organizzata continua a produrre atti illeciti sul territorio e lo Stato, per mezzo dei propri uomini, continua a rimanere in silenzio. In un momento in cui i cittadini chiedono giustizia e sono spaventati per ciò cha sta accadendo nella città, il vice Questore di Vasto Cesare Ciammaichella e il comandante della Compagnia di Vasto, capitano Giancarlo Vitiello restano arroccati nei loro uffici. Nessuna informazione ai giornalisti e nessun chiarimento e rassicurazione su ciò che sta accadendo. Eppure le notizie corrono veloci sul web e i lettori vengono aggiornati all’istante. Sanno che in città c’è una guerra. Sanno che a Vasto la criminalità organizzata ha messo piede. Sanno che sono presenti gran quantitativi di droga che poi vengono smerciati in tutto l’Abruzzo. I cittadini sanno. Nonostante tutto i vertici delle Forze dell’Ordine restano in silenzio e si fanno vedere solo quando c’è un cambio di comandante o qualche retata fine a se stessa. E il procuratore di Vasto Francesco Prete è al corrente di ciò che sta avvenendo? Perché non chiede un incontro con Gianni Chiodi e, magari, con il ministro Angelino Alfano al fine di coordinare un gruppo interforze sul territorio? Siamo sicuri che basta mandare 50 uomini per un giorno a fare controlli per poi rispedirli a casa? Perché non si rafforza la presenza di Carabinieri su Vasto e San Salvo magari prelevando uomini e mezzi da piccole stazioni dove vengono espletati orari d’ufficio?

Le domande rimarranno senza risposte e ne siamo coscienti. Nessuno parla e forse c’è paura. Forse anche il sindaco di Vasto Luciano Lapenna ha paura di parlare della faccenda. Forse non vuole esporsi perché sa che lo Stato a Vasto è debole. Quindi, perché installare la videosorveglianza? 
Come mai il senatore Gianluca Castaldi del M5S non ha mai sollevato la questione in Senato? Eppure lui è un commerciante e dovrebbe ben conoscere la situazione vastese. Tra l’altro, Castaldi, è nella 10ª Commissione permanente (Industria, commercio, turismo). Tra le attività non c’è traccia di un suo intervento sulla situazione criminale che imperversa sul territorio vastese. 

È accettabile questo clima di omertà da parte dello Stato?

di Antonio Del Furbo




 

 

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