Zingariello su La7: il giornalismo abruzzese commenta su Facebook

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Durante e dopo l’intervento in diretta su La7 dell’ex segretaria di De Fanis, Lucia Zingariello, giornalisti di ogni livello si sono ritrovati a commentare le parole della donna dette all’interno della trasmissione Otto e mezzo di Lilli Gruber.

Durante e dopo l’intervento in diretta su La7 dell’ex segretaria di De Fanis, Lucia Zingariello, giornalisti di ogni livello si sono ritrovati a commentare le parole della donna dette all’interno della trasmissione Otto e mezzo di Lilli Gruber.

“Sto ascoltando l’intervista della Gruber a Lucia Zingariello, ex collaboratrice dell’assessore regionale alla cultura dell’Abruzzo, massacrata da giornalisti senza coscienza” scrive Maria Sasso giornalista e consigliera dell’Odg Abruzzo. “L’inesistenza di un contratto ‘sessuale’ – aggiunge – era già stata anticipata dal collega Marco Minnucci di Libero. Ora mi auguro che ci sia un intervento IMMEDIATO del Consiglio di Disciplina. La nostra professione non può essere svilita in questo modo”.

Parole dure che scaldano subito la bacheca della giornalista. La prima ad intervenire è la giornalista Celeste Acquafredda del Tgr:”mica ci vuole il contratto per darla…e poi chiediamoci quando scadeva il contratto della signora…lo sapete? Indagate gente, indagate e capirete altro…”. Quindi la Sasso risponde:”in questo nostro caro Abruzzo, a proposito di contratti di lavoro, l’hanno “data” e “dato” in tanti…se indagassimo sui colleghi capiremmo davvero tutto”. Acquafredda ammette:”colleghi a parte…che piu’ che dare sono stati raccomandati…e lo posso gridare soprattutto io…c’e’ un nesso fra quanto accaduto e il particolare di cui sopra. A volte chi dice donna dice danno. Comunque lo squallore in questa storia non ha fine…”.

La Sasso ci va giù pesante:”Devo essere sincera: non mi interessa. Io, come il resto degli abruzzesi, non ho subito alcun danno. Sono fatti personali. Subisco un danno se l’informazione offerta dal servizio pubblico, che mi OBBLIGA a pagare il canone, è filtrata da raccomandati”.

L’intervento di Gino Di Tizio, direttore di Telemaiella:”Celeste, chiedo scusa se mi intrometto, ma Maria è partita con un discorso molto serio: non si può colpire nel nostro mestiere chi ha dato la sua voce, in una tv privata, ad uno spot pubblicitario e girarsi dall’altra parte quando attraverso notizie che la procura stessa ha definito false (la famosa esistenza di un contratto) si massacra una persona. Sulle strade per arrivare alla Rai, e in particolare al Tg3 avrei tanto da dire, per esperienza vissuta. Anche giornalisti bravi hanno dovuto accettare, per essere assunti, qualche forca caudina. Purtroppo”. Si parla di “violazione del segreto istruttorio” e della necessità di “riferire la talpa che passa le informazioni ai gironalisti in merito a un’inchiesta in corso”. 

A Paola Del Conte scoccia “se i soldi pubblici vengono impiegati in questo modo. Quello che mi ha colpito è stato che lei si sia dichiarata totalmente innocente ed estranea ad una relazione con il tizio, quale moralismo? Soldi pubblici? Mi ricordo quello che gli diceva lui: ‘Vai dal parrucchierem Stellì, tanto ti timbrano il cartellino’ questo mi brucia non quello che facevano a letto, figurati se sono moralista”. Replica della Sasso:”Paola stiamo parlando del ‘contratto sessuale’ INESISTENTE che ha fornito visibilità ad un giornalista. Non si sputtana in questo modo un essere umano, o no?”.

Netto l’intervento di Angela Trentini (Tgr):”Credo che il “tritacarne mediatico” sia un problema etico da affrontare seriamente e che riguarda tutti. E poi nel nostro contesto regionale conosciamo bene chi ha abbattuto da tempo i cancelli della deontologia. 
E l’Ordine professionale resta a guardare”. Acquafredda è sicura:”il contratto sessuale purtroppo esiste ragazzi miei…raccontano facesse parte di un piano preciso per salvaguardare il proprio posto di lavoro alla scadenza. Non posso dire di piu’ su fb. Non dimenticate che cio’ che scriviamo tutti viene letto da tanti”. Trentini non ha dubbi:”parte della responsabilità, sono d’accordo con Maria, è dei magistrati”. La Sasso incalza:”Il contratto non esiste. È stato smentito. Dopotutto il giornalista aveva scritto di un contratto fatto in mille pezzi, che avrebbe impegnato un mese del lavoro della PG per essere ricostruito…la stampa mostra un pezzo di carta INTEGRO….se questo è giornalismo”.

Di Tizio:”Che bella svolta sarebbe, e chiudo qui, se la smettessimo di fare i megafoni delle procure in particolare e di certi palazzi in generale”. L’intervento di Patricia Fogaraccio, responsabile comunicazione del Comune di Pescara, riflette:”quando ti massacrano mediaticamente è vero celeste puoi querelare e chiedere anche soldi. Ma nell’immaginario collettivo resterà sempre la verità letta sui giornali. Magari chi querela avrà ragione dinanzi ai giudici dopo dieci anni ma quella sentenza se qualcuno la scriverà, e ne dubito,la troverai in un trafiletto. Quando hanno scritto del contratto, ci fosse o meno, l’hanno marchiata a vita. La Zingariello era raccomandata? È un reato? Mi sta bene e allora pubblichiamo tutta la lista dei raccomandati abruzzesi a partire da sedicenti giornalisti”. La botta finale di Sasso:”Io inorridisco per la totale indifferenza etica che accompagna l’operato di certi cronisti assetati di pornografia, accecati dal protagonismo al punto di pensare di essere autorizzati a massacrare chiunque. Rita, quel che stanno scrivendo della Mussolini è allucinante”.

ZdO

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